giovedì 28 febbraio 2008

Nell'attesa della grande mostra sui maestri del fumetto italiano, al Museo si inaugura "Quando Lucca diventò un fumetto"


Finalmente ci siamo. Dopo l'accavallarsi di anticipazioni e indiscrezioni, da domani si fa sul serio. Al Museo del Fumetto s'inaugura la prima delle venti mostre in programma nel primo semestre. Si inizia con Quando Lucca diventò un fumetto (dal 29 febbraio al 30 giugno): 145 le tavole originali esposte. Da Sergio Toppi a Dino Battaglia, da Vittorio Giardino a Giancarlo Alessandrini fino a Carlos Gomes e Sergio Tisselli. Tutti insieme per un solo grande progetto che anticipa di poco altri importanti eventi: Quando il west arrivò a Lucca (15 marzo - 25 maggio), Copertinando (12 aprile - 30 giugno) e soprattutto la retrospettiva sui grandi maestri del fumetto italiano che si terrà nel secondo semestre 2008 e che sarà composta da ben 333 tavole originali e inedite.

La grande programmazione della stagione fumettistica lucchese inizia domani (venerdì 29 febbraio) con l'inaugurazione della mostra Quando Lucca diventò un fumetto (ore 16, Museo del fumetto di Lucca - piazza San Romano). E così il lavoro del responsabile della programmazione culturale del Museo, Angelo Nencetti, comincia a prende forma. "Fatti, non parole" commenta Nencetti. "Con il nostro lavoro, e dopo infinite difficoltà, stiamo compiendo un percorso che restituirà al Museo la sua identità originaria".

Vogliamo crederci. E così si arriva all'inaugurazione della prima mostra del semestre in corso, allestita interamente nelle sale del Museo che una volta ospitavano le sagome dei Viaggi del '900. In totale saranno esposte 145 tavole e disegni originali accomunate da un unico filo conduttore: Lucca. La città vista da grandi autori e raccontata in epoche e ambientazioni differenti. Si va dal Dago di Wood e Salinas al Martin Mystère di Alessandrini, da Paperino e il Mistero di Lucca di Giovan Battista Carpi ai gialli di Vittorio Giardino fino ad arrivare alle visioni di Toppi e Battaglia sulle colline lucchesi e Lucida Mansi.

La mostra, che come già annunciato in precedenza sarà itinerante e verrà allestita in tutte le città che ospitano l'associazione Lucchesi nel Mondo, anticipa di poco l'inaugurazione delle altre due retrospettive che saranno inaugurate il 15 marzo con Quando il west arrivò a Lucca (740 originali di Sergio Tisselli, Sergio Toppi, Giovanni Ticci, Hugo Pratt, Dino Battaglia, Renzo Calegari, Paolo Eleuteri Serpieri, Ivo Milazzo, Ron Embleton e Juan Zanotto, il tutto allestito a Palazzo Guinigi) e il 15 aprile con Copertinando - Immaginini di grandi illustratori Mondadori (e cioè Carlo JAcono, Ferenc Pinter e Karel Thole) nell'ex Real Collegio, che ospiterà anche la mostra Tex forever - 60 anni di un eroe del fumetto organizzata in collaborazione con Lucca Comics & Games.

Tutte queste iniziative rientrano nelle celebrazioni per ricordare il primo secolo del fumetto italiano. Non a caso il Museo del Fumetto fa parte del Comitato "100 anni di fumetto" istituito dal Ministero per i beni e le attività culturali. "E proprio in questa sede" annuncia Nencetti "abbiamo proposto un'iniziativa di carattere didattico: consegnare a tutti gli istituti della provincia di Lucca una valigetta contenente albi e volumi a fumetti che resteranno in dotazione delle biblioteche scolastiche. Si tratta di un primo contatto con i giovani studenti, che riceveranno poi anche le nostre pubblicazioni e il materiale multimediale che produrremmo. Con l'obiettivo di estendere l'iniziativa anche al di fuori dei nostri confini..."

Ogni mostra sarà poi accompagnata da un catalogo illustrato a colori di 64 pagine edito dalla If, acquistabile dal pubblico a un prezzo decisamente accessibile (3 o 4 euro). Così come accessibile è il prezzo del biglietto: con soli 4 euro sarà infatti possibile visitare tutte le mostre (si tratta di oltre 1.000 tavole originali). Il primo catalogo prodotto sarà quello di Quando il west arrivò a Lucca. E solo successivamente sarà realizzato quello della mostra in corso al Museo. Seguiranno tutti gli altri. E un accordo potrebbe essere realizzato anche con la Mondadori, che potrebbe occuparsi della realizzazione del catalogo di Copertinando. Per ogni mostra, comunque, il Museo realizzerà anche un volumone di 256 pagine che resterà in dotazione alla struttura.

Un'anticipazione di tutto rispetto riguarda invece il programma del secondo semestre: una msotra di tutti i maestri del fumetto italiano (viventi e non) composta da ben 333 tavole. Un patrimonio, questo, che resterò di proprietà del Museo "che diventerà il più granbde contenitore del fumetto d'autore italiano", precisa Nencetti. Che aggiunge: "Dopo alcuni interventi necessari, cambieremo l'allestimento del Museo ogni cinque o sei mesi. Tra le questioni da risolvere - aggiunge il responsabile della struttura - c'è senz'altro il problema delle teche. Sono 36 e possono ospitare complessivamente circa 160 tavole. Ma sono assolutamente inadeguate sia alla conservazione sia alla turnazione".

Soddisfatto dei primi risultati anche l'assessore comunale Donatella Buonriposi. "Il museo decolla. Con uno sforzo immane, in soli quattro mesi siamo riusciti a risollevarne le sorti" commenta l'assessore delegato a biblioteche e musei. "La situazione era ingessata, ma grazie al lavoro di Angelo Nencetti e di tutti i collaboratori ora le cose stanno cambiando. Il fumetto, oltre che una risorsa, è per noi un patrimonio. E impediremo ogni tipo di 'esproprio'. Questo linguaggio - prosegue la Buonriposi - ha inoltre un enorme valore culturale e pedagogico. Per questo ci rivolgiamo anche e soprattutto al pubblico giovane, anche delle scuole. Perché l’impegno è di fare cultura e di trasformare il Museo in un polo di formazione per la comunicazione per immagini".

Articolo scritto per Lo Schermo.

Scheda
"Quando Lucca diventò un fumetto"
Museo Italiano del Fumetto (piazza San Romano, 4 - Lucca)
29 febbraio - 30 giugno 2008
Tel. e fax 0583/56326
www.museoitalianodelfumetto.it
info@museoitalianodelfumetto.it

Orario: ore 10-19, chiuso il lunedì
Biglietto: 4 euro (intero), 3 euro (ridotto), gratis per bambini sotto i 5 anni e disabili con accompagnatore

Ideatore, curatore e coordinatore generale mostra: Angelo Nencetti (responsabile culturale del Museo del Fumetto)
Curatori sezioni mostra: Feliciano Rovai, Alessandro Sesti, Riccardo Moni, Renato Genovese, Emanuele Vietina, Mirio Martini, Saverio Bruschini, Angelo Nencetti
Collaboratori: Feliciano Rovai, Francesco Palmieri, Tommy Nicosia, Saverio Bruschini, Renato Genovese, Mirio Martini, Emanuele Vietina, Giovanni Russo, Alessandro Sesti, Pio Corveddu, Riccardo Moni, Antonio Bianchi
Segreteria: Cristiana Dani
Ideazione visuale: Alessandro Sesti, Giovanni Parenti
Allestimento: Mostre & Mostre (Lucca)
Cornici: il Raggio d’arte (Lucca)

Napoli COMICON attacca e Lucca Comics & Games risponde. Ma senza convincere

Foto di Carlo Cianti

E' proprio vero. Una rondine non fa primavera. La bella stagione del fumetto e del cinema d'animazione, a Lucca, è stata annunciata legittimamente con entusiasmo. Giusto il tempo di permettere i consuenti lanci d'agenzia e zac!, arrivano le prime reazioni. Immediate e taglienti. Anch'esse comunque legittime. A storcere il naso (e forse qualcosa di più) è lo staff di Napoli COMICON, che lamenta l'accavallamento di date tra le celebrazioni del decimo anniversario della manifestazione a Castel Sant’Elmo e la prima edizione del festival Lucca Animation. Il j'accuse di COMICON ha costretto Lucca a una risposta. Che c'è stata. Seppur debole e non convincente. Ma non è certo questo il problema. Ora più che in passato occorre essere attenti. E' necessario guardarsi attorno. E costruire, dialogare, collaborare.

di eventi legati al fumetto, in Italia, ce ne sono tanti. E saranno sempre di più. Continuano a crescere, quantitativamente e qualitativamente. Basta guardare BilBOlbul, il festival internazionale del fumetto che si terrà a Bologna dal 5 al 9 marzo. E' solo alla sua seconda edizione ma presenta un calendario ricco e ben calibrato. Un menù di appuntamenti e incontri e dibattiti che appagherà senz'altro anche i palati più esigenti. In definitiva sembra che lassù a Bologna si farà della cultura. Cultura a fumetti.

Di fronte alla crescita di eventi come quello del giovanissimo e fresco BilBOlbul di Bologna, dove tutto è in mano all'associazione culturale Hamelin, non si può che gioire. E questo dovrebbe far riflettere le altre piazze. Anche quelle storiche come Lucca. Città con un passato ricco di storia -anche se a tratti tormentata- in cui esistono le competenze e le opportunità necessarie per fortificare quel ruolo vi vetrina internazionale già riconosciuto in tutto il mondo.

Forse il problema è il tempo. Il tempo che è causa di mutamenti. E a volte essere solo una buona vetrina non basta. Occorre proporre, discutere, approfondire. Per dirla con poche parole è necessario fare cultura. Ed è proprio su questo punto che si sta investendo. A Lucca come altrove. E siccome di coincidenze, sovrapposizioni di date e riproposizione di mostre o incontri ce ne sono e ce ne saranno in futuro, non sorprende che stavolta siano state mosse pesanti accuse. Non sorprende perché la controparte è Lucca. La Lucca dei comics e dei games. La Lucca novembrina. Ed è giusto così. Perché chi è forte fa sempre un po' più paura degli altri.

Però qualcosa in più si poteva fare. E non è certo un problema di telefonate, fatte o ricevute che siano. La tempestività della risposta arrivata da Napoli e la conseguente reazione scritta fa pensare che forse nei pressi di Castel Sant’Elmo già si sapesse cosa stava accadendo a Lucca. Che per sua natura è una città che non sa mantenere i segreti. E il problema non credo sia soltanto quello delle date. Ma ciò che davvero si potrebbe (e dovrebbe) fare è andare oltre. Magari facendo quello che Gianfranco Goria di afNews ha ricordato lanciando la notizia. Cioè "insediare un collaborativo e pacifico coordinamento nazionale dei saloni del fumetto italiani". Goria conserva ancora quel sito vecchio e un po' grezzo della Rete Nazionale Mostre e Saloni. Una volta ospitato dall'Anonima Fumetti e ora da lui conservato. Un omaggio alla memoria.

Nell'attesa che qualcuno si attivi di nuovo per mettere insieme tutte le realtà nazionali (evitando in questo modo i problemi così ben evidenti in quest'ultima diatriba tra Napoli e Lucca) stupisce quanta poca forza ci sia stata nella risposta arrivata attesissima in giornata dalla srl. D'accordo, quelli di Lucca Comics & Games promettono che l'anno prossimo evitaranno incroci pericolosi di programmazione. O almeno cercheranno di farlo. Ma poi s'incartano in giustificazioni poco plausibili sul debole collegamento tra fumetto e cinema d'animazione. Ma come? Solo ventiquattrore prima, durante la conferenza stampa di presentazione di Lucca Animation, tutti (amministratori e organizzatori) hanno ribadito l'importanza del legame tra Lucca e i fumetti. Attribuendo poi a Lucca Animation un ruolo determinante nella programmazione culturale di quella stessa città, la "capitale del fumetto". Hanno detto che il festival internazionale del cinema d'animazione andrà a colmare quel grande buco nero che aveva reso il salone dei fumetti tanto celebre in passato.

A volte comics, games e animation sono per Lucca una cosa sola. Altre volte (come in questo caso) "l’animazione d’autore, l’unica di cui Lucca Animation si occuperà, non ha nulla a che fare col fumetto". Vabbé, prendiamo atto. Basta decidersi. Forse sarebbe stato meglio giustificarsi dicendo semplicemente che una volta archiviate le elezioni, quello del 25 aprile era il primo ponte utile e disponibile per organizzare un evento di tale portata. E nessuno avrebbe avuto da ridire.

Articolo scritto per Lo Schermo.

Approfondimenti
L'accusa di Napoli COMICON
La risposta di Lucca Comics & Games

mercoledì 27 febbraio 2008

E' deciso: si vive!

Illustrazione di Marcello Jori
tratta dal volume
E' deciso: si muore!


E già online, scaricabile, il numero 48 di Exibart onpaper. Gli abbonati lo riceveranno in questi giorni. E dopo aver saltato l'uscita nel numero precedente (colpa mia, che come spesso capita brucio le scadenze arrivando lungo nella consegna) stavolta torna la rubrica sui fumetti con l'articolo E' deciso: si vive!.
Il titolo riprende quello del volume di Marcello Jori (E' deciso: si muore!) edito da Coconino. Barando però sul concetto dell'esistenza. Ciò che non spiego nel pezzo è che questa strana alternanza tra vita e morte è solo una citazione personale. Un riferimento esplicito alla dedica che lo stesso Jori mi ha fatto sulla prima pagina del libro che ho acquistato a novembre a Lucca Comics. Un disegno ad acquarello, colorato e fluido com'è nel suo stile. E una dedica, appunto. E' deciso: si vive!

Dedica di Marcello Jori
sul volume E' deciso: si muore!
"Siamo lontani. Lontanissimi da Le Vite del Vasari. Distanti anni luce da qualsiasi forma di critica d'arte conosciuta. In questo caso conta il linguaggio. Nuovo, inclassificabile, diretto. E a svilupparlo, seppur con esiti differenti, ci sono due artisti che non sono né biografi, né storici, né critici. Per nulla simili in esperienza e sensibilità, Marcello Jori e Gradimir Smudja sono due illustratori che hanno raccontato coi fumetti, ognuno a modo suo, quella strana competizione del "soffrire artistico". Il primo con una predicazione per Paul Gauguin. L'altro con un omaggio fiabesco a Van Gogh. Ma è solo l'inizio."
Dedica originale di Marcello Jori
sul volume E' deciso: si muore!

Per la versione online di in fumo è stata pubblicata oggi la presentazione di Irripetibili. Le grandi stagioni del grande fumetto, di Luca Boschi. Firma il pezzo I migliori anni del nostro fumetto l'amico Davide Calì.

martedì 26 febbraio 2008

"Lucca Animation": a primavera il festival internazionale del cinema di animazione. Retrospettive di Toccafondo e Max Massimino Garniér

Illustrazione di Gianluigi Toccafondo

L'evento è di quelli che merita attenzione. Circa 250 film, 75 proiezioni e un concorso per eleggere il miglior prodotto d'animazione degli ultimi dieci anni. Ben 50 le pellicole in gara mentre sono 25 i paesi rappresentati. A questo si aggiungono le retrospettive dedicate al geniale Gianluigi Toccafondo (autore del manifesto), alla creativa artista polacca Aleksandra Korejwo (che realizzerà la sigla del festival su musiche di Puccini), al rapporto tra animazione e musica, al cinema d'animazione estone e al produttore e regista Max Massimino Garniér, cui spetta un doveroso omaggio. Questo e molto altro è
Lucca Animation, il festival internazionale del cinema di animazione che si terrà a Lucca dal 22 al 26 aprile e che si sovrappone a Collezionando, mostra mercato per collezionisti in programma dal 25 al 27 aprile.

La primavera di Lucca sta per cominciare. E che primavera. Esposizioni, incontri, rassegne, proiezioni, mostre mercato. Tutto accade nell'anno in cui si celebra ovunque il centesimo anniversario del fumetto italiano. Ma Lucca, si sa, non è una città come le altre. Tutto ciò che riguarda il fumetto e il cinema di animazione qua assume contorni sfumati, a volte fiabeschi e altre volte drammatici. Tra polemiche, ripicche e fasi di vera esaltazione si alternano luci e ombre. Ma la storia del salone, lunga più di quarant'anni, non si può certo trascurare. E il fatto che oggi perfino le pubbliche amministrazioni (Comune in primis) abbiamo capito -almeno così pare- che investire sul fumetto significa investire sulla cultura con ovvi ritorni economici e d'immagine, beh, fa ben sperare per il futuro della manfestazione. Che finalmente supera i confini "novembrini" dentro i quali sembrava costretta suo malgrado. A partire da venerdì prossimo, infatti, prendereanno il via tutta una serie di eventi che se ben presentati (e pubblicizzati) davero riusciranno a trasformare Lucca nella capitale del fumetto e del cinema di animazione.

Mentre nei prossimi giorni saranno ufficializzate le date d'inaugurazione delle tante mostre in programma da marzo a dicembre al Museo del Fumetto e in altre sedi della città, oggi è stato presentato Lucca Animation, il festival internazionale del cinema di animazione organizzato dalla Lucca Comics & Games srl che si terrà a Lucca dal 22 al 27 aprile 2008. Più che di una novità si tratta di un gradito ritorno. O meglio di una grande innovazione costruita sull'esperienza di un recente passato.

In molti ricorderanno infatti che già nel 1966 Lucca è stata uno delle prime piazze a ospitare manifestazioni dedicata al cartooning. Nel corso del tempo sono state presentate molte anteprime nazionali. E se il cinema di animazione è stato parte integrante del salone fino alla metà degli anni ottanta, dopo complesse vicende ha cambiato forma, aspetto e sostanza diventando prima Lucca multimedia e poi scomparendo del tutto dalla programmazione. L'obiettivo, oggi, è di riprendere e consolidare quella tradizione. E lo si fa organizzando un festival di tutto rispetto che sembra destinato ad assumere un ruolo determinante nella programmazione internazionale. Proprio com'è il salone di novembre per appassionati, collezionisti, autori e case editrici.

Saranno giorni intensi, quelli tra i 22 e il 26 aprile. Cinque giorni ricchi di proiezioni, incontri, rassegne e mostre. Il tutto avverrà seguendo gli standard dei festival internazionali, necessari per accedere a finanziamenti europei di cui Lucca Animation avrà senz'altro bisogno. Almeno a partire dalla seconda edizione. Perché un seguito ci sarà. Questo è certo. Quindi vale la pena definire questa prima edizione sperimentale come "l'anno zero" del festival dell'animazione.

L'accento internazionale non deriva solo dai paremetri imposti (catalogo e sito bilingue e doppia proiezione di ogni film) bensì dai circa 25 paesi che saranno rappresentati. E ancor di più dal concorso che, come in ogni festival che si rispetti, attirerà su di sé l'attenzione di pubblico e critica. Quest'anno il concorso si chiamerà Premio dei Premi. Perché sarà a invito e non libero. E perché parteciperanno tutti quei film film che dal 2000 a oggi hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi a livello internazionale: dal vincitori del festival di Annecy a quello di Ottawa; dal premiato a Zagabria a quello di Hiroshima fino agli Oscar, i BAFTA e il Cartoon d’Or. Circa 50 le pellicole in concorso, di cui 31 cortometraggi e 19 lungometraggi.

Cinque giorni, dicevamo. Cinque giorni di buio in sala: 250 film per un totale di 75 proiezioni in due soli cinema di Lucca (molto probabilmente il Centrale e l'Astra).
Il prezzo del biglietto per una priezione sarà di 3 euro. Sicuramente si potrà scegliere anche l'opzione abbonamento. La formula è ancora in fase di studio. E' certo però che gli abbonati riceveranno in omaggio il catalogo del festival (tutti gli altri lo potranno acquistare a una cifra ancora da definire). In piazza Napoleone sarà invece allestito l'info point, mentre le sedi delle mostre collegate alle retrospettive sono ancora in fase di studio.

Ben quattro le retrospettive parallelle al concorso. La prima è dedicata a un giovane talento italiano, Gianluigi Toccafondo. Regista e pittore, Toccafondo è colui che tutti conosciamo per aver realizzato il logo e la sigla della Fandango e ancor di più il noto spot della sambuca Molinari. La sua tecnica, riconoscibile per quel tratto corposo e fluido con cui rielabora immagini riprese dal vivo, è stata messa al servizio del festival. Toccafondo ha infatti realizzato per Lucca due bozzetti, uno dei quali sarà utilizzato per la composizione grafica del manifesto ufficiale. Un incarico che ha accettato con piacere visto che proprio a Lucca Toccafondo ha vinto il suo primo premio con il corto La coda (un lavoro di due minuti frutto di una rielaborazione di immagini di Buster Keaton che nel 1990 gli portò nelle tasche ben 5 milioni di lire). Toccafondo, fra l'altro, è noto al pubblico dei fumettisti (e fumettari) per il volume A partire dalla coda, edito dalla Coconino Press per la collana Coconino Cahiers, in cui sono raccolte più di 300 immagini (144 pagine a colori, brossura con sovracoperta, 13 euro).

La seconda retrospettiva si apre nel segno della Polonia con l'articsta Aleksandra Korejwo, che per Lucca Animation realizzerà il clip di apertura utilizzano le arie di Giacomo Puccini. Ciò che la contraddistingue è la sua tecnica, così bizzara e straordinariamente d'effetto. Aleksandra anima infatti del sale colorato con una penna di condor riprendendo poi il movimento fotogramma per fotogramma.

La terza rassegna sarà sviluppata sul tema Animazione in musica. In programma la proiezione del primo Mickey Mouse sonoro realizzato dalla Disney negli anni '20. Oltre al famosissimo Topolino sul battello passeranno in carrellata i migliori film d’animazione musicali. Non è difficile immaginare che tra questi ci sarà anche il capolavoro di Bruno Bozzetto, Allegro non troppo (1976).

La quarta retrospettiva è dedicata all'Estonia, che ha ereditato la tradizione dell'animazione russa personalizzandola con ironia senza risparmiare accenti grotteschi e surreali. Una dote riconosciuta a livello internazionale.

Infine non poteva mancare un omaggio al produttore e regista Max Massimino-Garniér. I frequentatori del salone lo ricorderanno soprattutto perché a lui è stato intitolato l'ente che ha gestito la manifestazione per alcuni anni. Ma ciò che più conta è che Max Massimino-Garniér è stata una figura indispensabile per l'animazione italiana. Laureato in matematica, tra gli anni '60 e gli anni '80 ha realizzato caroselli memorabili. Da ricordare, fra i tanti personaggi, l'omino coi baffi testimonial della Bialetti creato insieme a Paul Campani.

L'aprile di Lucca non si esaurisce però con il festival del cinema di animazione. Dal 25 al 27 aprile, al piano terra dell'ex Real Collegio, si terrà infatti Collezionando, una piccola mostra mercato per i collezionisti di albi e tavole originali. Probabilmente non ci saranno i grandi editori. Ma non si tratta necessariamente di un male. Anzi, potrà essere l'occasione per dare spazio e visibilità alle proposte delle case editrici che durante la fera di novembre non possono godere della stessa attenzione.
Sempre nell'ex Real Collegio, però al primo piano, dal 25 aprile al primo giugno resterà aperta una mostra dedicata al 60 anni di Tex. L'esposizione, frutto della collaborazione tra Museo del Fumetto e Lucca Comics & Games srl, sarà presentata giovedì.

Articolo scritto per Lo Schermo. Cui si aggiungono questi commenti istituzionali:

Quest'anno il cinema d'animazione.
Ma il 2009 è l'anno dei games

LUCCA - Nasce così una nuova edizione dei Comics di primavera. L’iniziativa è stata presentata dal sindaco di Lucca Mauro Favilla insieme all’assessore alla cultura Letizia Bandoni, al presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, al presidente di Lucca Comics & Games Massimo Di Grazia e agli esperti del settore Giovanni Russo ed Emanuele Vietina. In primo piano il festival Lucca Animation. Ma con un occhio al futuro: il programma pluriennale prevede infatti che il prossimo anno si aggiunga un'altra iniziativa. Stavolta legata al mondo dei games. E alla fine c'è perfino un ringraziamento speciale a Rinaldo Traini.

[video balloons #1] Silvia Ziche



Silvia Ziche, disegnatrice Disney e non solo, intervistata il 27 ottobre 2005 mentre stava raggiungendo un nuovo record da Guinness con la striscia a fumetti più lunga del mondo. Tutto è accaduto a Lucca, in piazza Napoleone, durante la manifestazione Lucca Comics & Games. Insieme a lei c'erano altri 30 disegnatori del settimanale Topolino.
Questa è solo il primo video. Breve e un po' grezzo. Resta comunque il valore della testimonianza. Appena ne avrò l'occasione ne caricherò altri. A partire dalle video interviste di Giorgio Cavazzano, Massimo Semerano, Gipi, Altan e altri ancora.

venerdì 22 febbraio 2008

Miguel Ángel Martín, Brian Wood, Riccardo Burchielli, Manu Larcenet, Ralf König

Un'illustrazione di Ralf König

Redivivo. Sotto un fuoco incrociato di appuntamenti in agenda, riunioni, telefonate, mail inviate e ricevute, impegni disattesi e voglia di dedicarsi ad altro, bè, ho rischio di dimenticarmi anche di ciò che m'interessa. Nel tentativo di riavviare l'aggiornamento di queste pagine stimolo me stesso forzando il tempo che non è mai abbastanza. E segnalo, come avrei già dovuto e voluto fare, gli ultimi articoli pubblicati sulla rubrica in fumo di Exibart.

Un nuovo contributo alla rubrica arriva da Manuela De Leonardis, che a Roma ha incontrato e intervistato il provocatorio e controverso Miguel Ángel Martín. Era ancora gennaio. Il puntuale Teo Benedetti ha invece scritto di prima di Brian Wood e Riccardo Burchielli presentando DMZ #01, poi de Lo scontro quotidiano di Manu Larcenet. Infine non poteva mancare Davide Calì, che in Dura la vita degli eterosessuali ci parla di Ralf König e del suo Tutti lo vogliono.

martedì 29 gennaio 2008

La neve se ne frega

Copertina de
"La neve se ne frega"
(Camuncoli-Casali, ed. Panini Comics)

Musica, cinema, letteratura. Prima scritta, ora anche disegnata. Certo che Liga non finisce mai di stupire. Anche perché a differenza di altri artisti che si buttano in nuove esperienze fuori dal proprio ambito, Luciano Ligabue sembra uscirne sempre a testa alta. Non sempre con risultati eccellenti, è vero. (In questo senso forse fa eccezione quel Radiofreccia che un bel po' di anni fa mi fece impazzire nonostante Accorsi e grazie ad Accorsi). Ma neppure delude.

Ora il romanzo "La neve se ne frega" di Luciano Ligabue diventerà una graphic novel in tre parti (edita da Panini Comics). A disegnarla e inchiostrarla sono i reggiani Giuseppe Camuncoli e Matteo Casali (fondatori dello studio Innocent Victim). Mi fa particolarmente piacere ritrovare il nome di Camuncoli associato a questo nuovo progetto. Non che lo conosca personalmente (incontro che comunque spero possa avvenire in tempi accettabili; chissà dove, chissà quando). Sta di fatto che Giuseppe ha partecipato alla mostra virtuale FIGURINE curata da Davide Calì che ho poi veicolato sulla piattaforma blog di Exibart dedicata proprio all'esposizione web.

Riguardo a questo nuovo fumetto (120 pagine in tutto) c'è da dire che sarà suddiviso in tre uscite da edicola, successivamente raccolte in un libro in versione deluxe. Il primo numero sarà presentato in esclusiva sabato primo marzo (ore 16) durante il festival del fumetto Mantova Comics & Games (presente, oltre agli autori, anche Ligabue) e sarà acquistabile in edicola a partire dal 6 marzo (La neve se ne frega n. 1 - 18x26, 48 pp., col., euro 3,50). Per saperne un po' di più vi invito a leggere l'articolo "La neve se ne frega": dal romanzo di Ligabue nasce una graphic novel edita da Panini Comics. Molto suggestiva la copertina ispirata da Il bacio, straordinaria opera di Gustav Klimt.

"Il bacio"
Gustav Klimt

lunedì 28 gennaio 2008

Marco Corona, Davide Toffolo, Carl Barks e Giacomo Puccini

Il Señor Tonto di
Davide Toffolo a Milano...


Quattro nomi così diversi, quattro storie, quattro universi. Ma perché mettere insieme Corona, Toffolo, Barks e Puccini? Bè, questo è per me un periodo particolarmente intenso. Pieno di progetti, lavoro, piccole pause, affetti. Cioè la cosa più importante e assolutamente indispensabile, quella senza la quale probabilmente niente avrebbe senso.

In questo semicaos generato non a caso mi sono finalmente trovato di fronte al corriere che sembrava essersi perso. In mano aveva le prime due ZeroGuide, quelle di Milano e Roma. Due piccoli ma nutriti volumi editi da Edizioni Zero, tascabili, gratuiti, annuali e soprattutto illustrati. La prima dall'allegro ragazzo morto Davide Toffolo, l'altra da Marco Corona. E' proprio su questo punto che si ferma la mia attenzione. Ma ne parlerò più approfonditamente su Exibart in una delle prossime uscite.

Poi c'è Carl Barks, di cui ho riscoperto quasi per caso la grandezza con la lettura di Vita e dollari di Paperon de' Paperoni - Speciale 60 anni (di rilettura non si può parlare perché non mi è mai capitato fra le mani il primo speciale pubblcato nel 1968 con prefazione di Dino Buzzati). La lettura delle storie di Barks sviliscono il confronto con certe produzioni contemporanee. Ma ciò che più mi dispiace è che stamani avrei voluto entrare in edicola, comprare il Corriere della Sera e trovarmi come omaggio il primo volume de Le più belle storie di tutti i tempi - La grande dinastia dei paperi - Paperino e il sentiero dell'unicorno e altre storie. Avrei voluto. Perché alle dieci e mezzo il volumone era già esaurito da un'ora abbondante. Avrei dovuto anticipare i miei spostamenti ma non l'ho fatto. Per questo mi maledico.

Infine c'è Giacomo Puccini, che a differenza degli altri citati non è un disegnatore bensì un compositore. Cosa c'entra col fumetto è presto spiegato. Parte della sua vita (più precisamente un viaggio verso Buenos Aires) sarà raccontata in un fumetto i cui protagonisti saranno lucchesi emigrati all'estero. A raccontarci uno stralcio di sceneggiatura è lo stesso curatore, il responsabile del Museo del Fumetto di Lucca Angelo Nencetti. Lo fa con un articolo pubblicato nella rubrica Nero China del quotidiano Lo Schermo. Titolo: Giacomo Puccini e John Martin protagonisti di una storia a fumetti tratta da “Diari illustrati senza eroi”. E' interessante scoprire che la storia sarà sviluppata a otto mani. Quelle di Sergio Toppi, Sergio Tisselli, Giovanni Ticci e Renzo Calegari.

giovedì 24 gennaio 2008

Angoulême e varie rubriche

Andrea Bruno
dal portfolio Barrio (2007)


Tre brevi segnalazioni. Primo. Per chi si fosse perso l'onpaper, pubblicato su Exibart.com il mio articolo "Arte contemporanea del fumetto" di cui riporto l'abstract: "Ma quale arte minore? Finalmente il fumetto entra a pieno titolo nell'universo complesso, variegato e contraddittorio dell'arte tout court. Nasce infatti a Perugia la prima galleria italiana unicamente dedicata ai comics..."
Secondo. E' in corso in questi giorni ad Angoulême il Festival del fumetto (fino al 26 gennaio). Potete seguirlo (quasi) in diretta cliccando qui. Per tutto il resto c'è il sito ufficiale.
Terzo. Anche il quotidiano online Lo Schermo ha la sua rubrica di fumetti, dal titolo Nero China. Con questo editoriale si apre ufficialmente il nuovo contenitore...

giovedì 17 gennaio 2008

Très!

Su Exibart è di nuovo tempo di in fumo. Nuovo articolo, nuova recensione, nuovo collaboratore. Un giovane, un amico, un appassionato. Che mi auguro possa restare a lungo per scrivere e scrivere ancora. Da buon grafomane com'è -talentuoso e ricco di idee- non credo che per lui sarà un problema. O almeno è quello che spero. Vabbè. Il suo nome è Matteo Benedetti. Ma se lo incontrate forse è meglio che lo chiamiate Teo. L'autore con cui esordisce è lo scrittore, disegnatore, musicista Davide Toffolo. Il volume di cui si parla, invece, è Très!. Fumetti. Per. Il teatro.

martedì 15 gennaio 2008

Giovani talenti

Disegno di Antonello Vincenti (12 anni)
pubblicato su Scuola di Fumetto


Il nuovo numero di Scuola di Fumetto è in edicola già da parecchi giorni. E nonostante galleggi da tempo nella mia borsa assieme ad altre riviste, ritagli di giornale, agende, rubriche, documenti, i-pod e appunti vari, con imbarazzante ritardo lo segnalo sola ora perché stimolato da una pagina fra tutte.
Ebbene, ogni mese esistono ottimi motivi per acquistarlo. Seppur con le dovute differenze, il prodotto editoriale della Coniglio, insieme a Fumo di china, rappresentano l'assoluto universo delle riviste specializzate per appassionati, autori ed esordienti ancora acquistabile in edicola. Assolutamente da leggere e da guardare l'intervista a Solano Lopez raccolta da Laura Scarpa. E quello dell'amico Alessio Trabacchini -raramente si incontrano persone tanto competenti e graziose- al talento Andrea Bruno. E alle canoniche recensioni d'apertura -e rubriche di chiusura-, oltre naturalmente alle schede didattiche che catturano l'interesse anche dei più incapaci nell'arte del disegno, si alternano i racconti dell'autrice argentina Maitena Burundarena, di Davide Castellazzi (Il fumetto in Cina tra modernità e tradizione), delle Memorie dell'Arte Bimba di Filippo Scòzzari (di quel geniaccio maledetto e dannato parlerò sicuramente più avanti) e, attesissimo e doveroso, dell'omaggio ai sessant'anni dello zione più celebre di tutti i tempi. A Paperon de' Paperoni sono dedicate infatti le pagine centrali. E ovviamente l'articolo, con tanto di sketch-book, è a cura di Luca Boschi.
Ok, questo è più o meno tutto. Più o meno. Perché qualcosa, al di là delle interviste, delle anteprime e delle recensioni, ha attirato la mia attenzione. Forse più di Scòzzari o Bruno o del papero riccastro. Le pagine conclusive di Scuola di Fumetto, con l'angolo della posta e le due/tre tavole dell'autore esordiente, non solo incuriosce il lettore stimolato da quello spirito voyeuristico e da quell'indole invadente che ci porterebbe a spiare nella corrispondenza del vicino di casa approfittando di ogni volta che esce per andare a gettare l'immondizia. Non solo mette alla prova lo spirito critico di ognuno di fronte a disegni e illustrazioni di perfetti sconosciuti. Non solo. Questa rubrica -che meriterebbe senz'altro più spazio, ma il solo fatto che esista è già una benedizione- ha ormai assunto un ruolo educativo (con questo penso all'educazione all'immagine e al bello) e didattico. Ok, a volte chi si sottopone al giudizio della redazione è inconsapevole o dei propri limiti (troppo spesso evidenti) o della dote che si porta fin dalla nascita. Se li leggessimo con gli occhi dello studente che guarda il professore alla ricerca di quel 6 che equivale alla sufficienza, probabilmente vedremmo in quei commenti una stroncatura e non capiremmo niente. In verità ci sono sempre diritte giuste, mai eccessive, destinate a stimolare la produzione e il lavoro. Si legge con curiosità, simpatia, ammirazione. Poi ci si imbatte in Antonello Vincenti. Un ragazzino di dodici anni che immagino frequenterà la seconda media. Sorprendente. Sorprendente il suo Dylan Dog. Non tanto per il segno, comunque già sufficientemente maturo nonostante l'età, ma per la composizione. Se a dodici anni Antonello è in grado di fare disegni come questo Dylan, o come Spiderman che affonda nell'Uomo sabbia, chissà cosa sarà in grado di fare crescendo. Questi sono i casi in cui una dote -o talento o come accipicchia lo vogliamo chiamare- può -e deve- essere riconosciuto, coltivato, sviluppato. Il talento da solo non basta. Ma per favore -e dicendo questo mi rivolgo ai genitori di Antonello-: non costringetelo, se non lo vorrà, a fare percorsi di studio che lo porteranno a essere avvocato o ingegnere o chimico o geometra o chissà cosa. Sempre che lo voglia, Antonello potrebbe diventare ciò che sogna (e ciò che è già). Ma se non lo vorrà, ben venga giurisprudenza. Comunque vada, in bocca al lupo.

venerdì 11 gennaio 2008

Lucca a fumetti: 21 mostre in quattro mesi

"Quando ilwest arrivò a Lucca"
Cover della mostra di Renzo Calegari

Tre eventi espositivi e 21 mostre a tema composte da ben 1.500 tavole originali, la metà delle quali sono a oggi inedite. Sono questi i numeri della programmazione del primo semestre 2008 delle attività organizzate del Museo del Fumetto di Lucca in collaborazione con il Comune di Lucca e Lucca Comics & Games srl. E pensare che si parla solo del primo semestre. In primo piano ci saranno personaggi e storie western nati dalle mani grandi autori italiani come Hugo Pratt, Sergio Toppi e Dino Battaglia. In mostra anche le copertine dei libri Mondadori e disegni e illustrazioni dedicate a Lucca. E così la città avrà finalmente un calendario ricco di eventi, al di là dei pochi giorni di mostra mercato. E se tutto andrà bene la definizione "Lucca, capitale del fumetto" potrà finalmente essere un'attribuzione legittima.

Il cambio di rotta nella gestione del Museo, la cui programmazione culturale è stata affidata ad Angelo Nencetti, sta producendo i primi frutti. D'accordo, restano ancora gli aspetti formali da definire. Ma è certo che le 21 mostre si faranno. L'inaugurazione del primo evento espositivo, Quando il West arrivò a Lucca, è prevista per la fine di febbraio al Museo del Fumetto. Le sale dell'area nord dell'ex Caserma Lorenzini -probabilmente a partire dalle sale dei Viaggi del '900- saranno smantellate per lasciare spazio alle prime mostre dedicate al "west visto dai grandi fumettisti". Le altre verranno allestite a seguire a Palazzo Guinigi, nel Real Collegio e in altre sedi storiche del centro cittadino. Un modello già sperimentato con successo dal LuccaDigitalPhotoFest. La prima mostra a essere allestita sarà quella di Renzo Calegari, attorno al 20 febbraio prossimo. Seguiranno a marzo le esposizioni di Toppi, Tisselli e Zanotto. Ad aprile tutte le altre, compresa quella di Hugo Pratt.

Il primo evento, Quando il West arrivò a Lucca (progetto ideato e realizzato dallo stesso Angelo Nencetti), è composto da undici mostre monografiche, composte ognuna da un centinaio di tavole, disegni e illustrazioni in buon parte inedite: dieci dedicate a grandissimi autori; una, l'undicesima (Il West di Tex, a cura di Renato Genovese, Giovanni Russo e Riccardo Moni), organizzata per celebrare i sessant'anni del personaggio creato da Gianluigi Bonelli (dove con molta probabilità saranno presentate in anteprima alcune tavole del Texone assegnato a Carlos Gomes e non ancora pubblicato). Le altre, tutte introdotte dal titolo "L'arte di...", saranno dedicate a: Hugo Pratt (a cura di Mirio Martini e Gino Reali), con la presentazione del seguito delle storie di Ticonderga; Dino Battaglia (a cura di Renato Genovese), nell'anno del 25esimo anniversario dalla sua morte; Sergio Toppi (a cura di Angelo Nencetti); Renzo Calegari (a cura di Angelo Nencetti); Giovanni Ticci (a cura di Angelo Nencetti); Paolo Eleuteri Serpieri (a cura di Feliciano Rovai); Ivo Milazzo (a cura di Emanuele Vietina); Sergio Tisselli (a cura di Francesco Palmieri); Ron Embleton (a cura di Feliciano Rovai) e Juan Zanotto (a cura di Tommy Nicosia).

Il secondo grande evento, Copertinando - Viaggio nelle copertine dei libri Mondadori attraverso i suoi grandi illustratori, è invece dedicato agli artisti che, appunto, hanno illustrato le copertine dei libri Mondadori. Le tre mostre, in esposizione da marzo a maggio in varie sedi, sono dedicate a a Carlo Jacono (sue le illustrazioni dei gialli Mondadori e di Segretissimo), Karel Thole e Ferenc Pinter.

Il terzo, Quando Lucca diventò un fumetto, è un evento itinerante dedicato a Lucca. La mostra, composta da sette sezioni, sarà allestita in città prima di essere trasferita in tutte le città che ospitano una sede dei Lucchesi nel mondo. La comporranno, fra l'altro, storie di ambientazione rinascimentale (come il Dago ambientato a Lucca e realizzato da Wood e Gomes) o intrigante (come quelle di Martin Mystère).

Ai grandi eventi si aggiunge infine il progetto Comunicando - corso didattico multimediale di comunicazione per immagini, destinato a tutti gli studenti: da quelli delle scuole elementari fino agli studenti universitari. In programma c'è la realizzazione di un software didattico e la programmazioni di incontri seminariali periodici con autori e professionisti del settore.

Tutti questi appuntamenti, che si chiuderanno nel giugno prossimo quando sarà presentato il programma del secondo semestre espositivo, costeranno all'incirca 100.000 euro. Questo è il preventivo di spesa per il Comune di Lucca, che potrà contare comunque sul sostegno di sponsorizzazioni e contributi che potrebbero arrivare dalle fondazioni bancarie.

fonte: articolo scritto per loschermo.it

Renato Genovese, Angelo Nencetti e Donatella Buonriposi
durante la conferenza stampa


Il Museo del Fumetto chiude col passato

LUCCA - "Che il passato ci serva per non ripetere gli stessi errori". Così l'assessore comunale Donatella Buonriposi ammette le difficoltà di gestione vissute al Museo del Fumetto e promette un nuovo rilancio. Lo fa insieme al nuovo responsabile culturale Angelo Nencetti nel corso della presentazione delle 21 mostre che saranno allestite in città a partire da febbraio. Le priorità? Attivare gli impianti di riscaldamento e deumidificazione -mai messi in funzione- senza i quali le tavole esposte al Museo rischiano il degrado. E intanto sta per arrivare il partenariato del Ministero dei Beni Culturali, mentre il Ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni potrebbe favorire la realizzaizone di un progetto didattico da attuare all'interno del Museo del Fumetto.

fonte: articolo scritto per loschermo.it

giovedì 10 gennaio 2008

Oggetti Disney all'asta per Special Olympics

Una nuova asta benefica. Da oggi e fino al 16 gennaio, sul e-bay si può sostenere l’attività degli atleti Special Olympics grazie anche a Topolino. L’asta di beneficenza metterà in palio due oggetti da collezione: una spilletta celebrativa di Pluto, esclusiva dei dipendenti Disney (donata da Valentina De Poli, direttore del settimanale Disney); un piatto di Natale del 2006 che fa parte delle edizioni limitate da collezione Disney (donato da Francesca Agrati, redattrice di Topolino) che raffigura Paperino e Paperoga (disegno di Davide Cesarello e colore di Andrea Cagol).
Per accedere alla pagina dell'asta, CLICCA QUI. Ulteriori informazioni su Special Olympics (programma internazionale di allenamento sportivo per persone con disabilità intellettiva nato nel 1968 e presente in 170 paesi) le potete trovare sul sito ufficiale www.specialolympics.it.

mercoledì 9 gennaio 2008

L'editoria spagnola a partire da Ponent

Vignette di Max Cachimba

Dopo la pausa forzata dalle vacanze natalizie, riprende oggi la rubrica di Exibart dedicata ai fumetti. Di mercoledì, come d'abitudine. Abbiamo pubblicato un pezzo di Davide Calì (Valencia: il fumetto di Ponent) che, ahinoi, stava fermo in attesa da troppo tempo. Come pretesto c'è un viaggio in treno verso la Svizzera a fianco dell'illustratore sivigliano -ma che vive a Milano- Miguel Tanco. Come oggetto dell'analisi c'è invece il panorama editoriale spagnolo, che nell'epoca di Zapatero sembra viva il suo momento migliore.

sabato 5 gennaio 2008

Fumetto filantropico

Vignetta satirica di
Alessandro Sesti

Di iniziative come queste ne faremmo volentieri a meno. Non amo ricorrere alla beneficenza per risolvere certi problemi portati dalla miseria. Ma la miseria, si sa, è nera. E quando ti tocca e non ci sono risposte adeguate né dalle strutture preposte né dalle istituzioni né tantomeno dalle norme che regolano il nostro vivere -o sopravvivere-. Bè, allora anche qualche spicciolo può essere d'aiuto. Segnalo quindi queste due iniziative fumettropiche. La prima è tutta lucchese (ma la solidarietà non ha confini, quindi...). La seconda no.

Inizio coi fatti di casa: oggi, sabato 5 gennaio 2008 (Lucca, loggiato di palazzo Pretorio, piazza S. Michele, inizio ore 11) il vignettista Alessandro Sesti mette all’asta tavole e disegni originali per raccogliere fondi da destinare alla famiglia di una bambina lucchese di due anni bisognosa di cure. A seguito di un delicato trapianto di fegato la piccola è costretta a continui viaggi a Palermo per essere sottoposta a terapie particolari. Saranno battute all'asta le vignette satiriche che compongono la mostra Mammalucca 25 anni, esposta proprio sotto il loggiato di Palazzo Pretorio fino a domenica 6 gennaio. In vendita anche le 16 tavole originali realizzate negli anni ’90 per la rivista Oltre. Il Comune di Lucca si è attivato costituendo anche un comitato per “gravi patologie in età pediatrica” al solo scopo di coordinare interventi finalizzati a iniziative simili a quella di oggi. A breve sarà inoltre reso noto il numero di conto corrente del comitato sul quale potranno confluire le donazioni.

Mister No
disegno di Marco Bianchini

Su e-bay è invece iniziata l'asta dell'associazione Mauro Emolo O.N.L.U.S., che si occupa dei pazienti e delle famiglie colpiti dalla Corea di Huntington, una malattia genetica neurodegenerativa attualmente incurabile. I malati in Italia sono diverse migliaia, rimbalzati da un istituto all'altro, ingestibili, spesso rifiutati dalle famiglie. L'obiettivo è cercare di aiutare la ricerca, creare dei luoghi attrezzati per accoglierli ed essere di sostegno alle famiglie. Tutto questo si può fare solo tramite le donazioni. "Diversi autori della Sergio Bonelli Editore e di altre case editrici di fumetti italiane -scrive la sceneggiatrice Paola Barbato- hanno scelto di donare alcune loro opere perchè siano messe all'asta e il ricavato sia devoluto in beneficenza all'associazione Mauro Emolo per combattere la Corea di Huntington, una terribile malattia genetica neurodegenerativa. Questa è la terza asta che organizziamo, ci auguriamo di trovare persone generose come è accaduto le prime due volte."
Per contribuire non c'è solo l'asta su e-bay. Sul sito dell'associazione Mauro Emolo sono in vendita maggliette disegnate da autori Bonelli. L'offerta per ogni maglietta è 10 euro (più 3 euro di spese di spedizione). Naturalmente è sempre possibile donare di più. Per ordinarle basta fare un versamento sul c/c 24585259 intestato all’associazione “Mauro Emolo” O.N.L.U.S., via G. Rambotti n° 94, 25015 Desenzano del Garda (Bs), specificando il nome dell’autore prescelto, e la misura (M o L) della o delle magliette.

mercoledì 2 gennaio 2008

Il lato B di Marco Corona

Meno quattro. Sono i giorni che mancano all'inaugurazione della mostra B-sides di Marco Corona. Sede: la nuova galleria di Perugia, la Miomao di Maria Cristina Maiocchi (dal 5 gennaio al 3 marzo 2008, corso Cavour 120). Per questo evento non solo tavole e disegni originali scartati ma anche un portfolio, Corna, composto da 3 disegni stampati in serigrafia (cm 16 x 30,7). Due appuntamenti dove incontrare Corona: il 5 gennaio per il vernissage della mostra (galleria Miomao, ore 17); il 6 gennaio, invece, alla galleria Mirada di Ravenna per il primo di una serie di appuntamenti con autori in libreria.

sabato 29 dicembre 2007

Ancora figurine, ancora heroes

Cover della mostra "FIGURINE/2:more heroes"
disegno di Marko Turunen

Prosegue sul blog EXHIBITION.INFUMO di Exibart la mostra virtuale di fumetti. Anzi, di figurine. La prima serie, FIGURINE/1:superheroes, si è appena conclusa e già abbiamo iniziato la pubblicazione del seguito, FIGURINE/2:more heroes. Nei primi venti giorni abbiamo registrato la presenza di oltre 2.000 utenti unici. Cui vanno sommati gli altri 500 dei primi otto giorni di questa seconda mostra. Lo sdoganamento delle figurine online ha stimolato la partecipazione di nuovi autori, che con molta probabilità, grazie al lavoro di coordinamento di Davide Calì, renderanno possibile la realizzazione di una terza -e perché no, anche una quarta...- serie di figurine.

FIGURINE/2:more heroes

di Davide Calì

"E' la continuazione della mostra che a partire dalla scorsa estate gira via mail tra gli amici disegnatori, e non solo, e che dal mese di novembre è stata esposta anche sul sito di exibart.com.
Tra i disegnatori ci sono alcuni che hanno partecipato già alla prima mostra, come Otto Gabos, Giuseppe Camuncoli e Andrea Ferraris, e nuovi arrivati come Tuono Pettinato, Danilo Maramotti e Laura Bagliani.
Ma la partecipazione da parte dei disegnatori ha avuto un’impennata portata dall’uscita delle prime figurine sul sito: diversi disegnatori infatti si sono candidati volontari per realizzare le nuove figurine e il loro numero, rispetto alla prima mostra, è considerevolmente aumentato. Ho avuto così occasione di conoscere il lavoro di alcuni giovani fumettisti come Gianluca Maconi, Davide Pascutti e Alessandro Micelli.
Anche dall’estero è aumentata la partecipazione, così dalla Francia, oltre a Eric Heliot, ho ricevuto le figurine di Yannick Robert, Renaud Perrin, Sebastien Mourrin e Audrey Calleja, mentre dall’Olanda partecipa Tijn Snoodjik, dal Giappone Shin Tanaka, dalla Finlandia Marko Turunen che è anche autore della copertina.
Al momento FIGURINE/2 è ancora in corso: per ora si contano una cinquantina di figurine ma il numero forse crescerà ancora, un po’ in funzione del passaparola tra i disegnatori un po’ perché l’estensione a tutti i supereroi apre la porta a un numero sterminato di personaggi disegnabili.
Che altro dire? Una volta conclusa la mostra, lascerò passare qualche mese, prima di cominciare a raccogliere materiale per la terza parte di questa trilogia sui supereroi. Lo scopo rimane quello del principio, scambiarci figurine, divertirci e divertire il piccolo pubblico che riceve la mostra via mail o la visiona sul sito. Per ora, direi, ci siamo riusciti, no?"

Visita la mostra su EXHIBITION.INFUMO

giovedì 27 dicembre 2007

Due acquisti e un regalo

Qui da me c'è una pila di albi e romanzi che aspettano solo d'esser letti. Somiglia sempre più alla torre di Babele. Ma la tentazione supera il buon senso. E allora fregandomene delle priorità di lettura e del relativo smistamento con archiviazione conseguente sugli scaffali, se entro in edicola o peggio in libreria compro sempre qualche nuovo volume.
L'ultimo è un doppio acquisto consumato alla Edison di Firenze. E pensare che ero entrato solo per fare un regalo. Entrambi i libri sono degli "indispensabili". Il primo è un classico che, ahimè, non ho mai letto. Almeno finora. Si tratta del Poema a fumetti di Dino Buzzati (Oscar Mondadori, euro 10.40), forse il primo romanzo grafico italiano.
Il secondo -e qui la scelta è premeditata e mirata- è Irripetibili, Le grandi stagioni del fumetto italiano di Luca Boschi (Coniglio Editore, 28 euri ben spesi per una lettura da non mancare).
Poi arriva da chi non t'aspetti un regalo che, per sua natura, quasi mai è azzeccato. Invece stavolta ci siamo: si tratta di Lenore di Roman Dirge (Elliot edizioni). Avrei voluto comprare il volume della bambina morta già quest'anno a Lucca Comics. Con lo sguardo ho corteggiato Roman per qualche secondo. Non sapevo chi fosse ma mi ricordava Morgan (ex Bluvertigo). Solo un po' più gonfio.

lunedì 24 dicembre 2007

La Speranza del Natale

Illustrazione di Lucia Mattioli, pubblicata su
"La Domenica" di Repubblica il 23 dicembre 2007

Ieri era Natale. Il Natale di Lucia. Anzi, ieri era la speranza del Natale di Lucia. Tutta lì, raccolta in quelle venti pagine centrali di Repubblica. Si alternano firme eccellenti, da Paulo Coelho a Dario Fo. Ognuno racconta il suo sogno o la sua storia. Due cose che spesso coincidono. E prima dell'augurio di Adriano Sofri -che rivolgendosi all'ergastolano pensa che debba esserci in fondo "una libertà da sognare anche per chi è condannato a non sperare"- si parla di acquisti e banchetti festaioli.
All'inizio, in mezzo e alla fine di tutto questo c'è Lucia Mattioli. Ha illustrato tutto lo speciale natalizio della Domenica di Repubblica come meglio non avrebbe potuto. Realizzare illustrazioni destinate alla pubblicazione su un quotidiano -e che quotidiano- non è certo la cosa che riesce più facile. Ci sono esigenze -e problemi?- di impaginazione, necessità tipografiche, vincoli di pertinenza coi testi. E poi la resa del colore su quel tipo di carta, il taglio verticale o orizzontale e il disegno scontornato. Il titolo, l'ochiello -dove va?-, il fondo, la pubblicità. L'impatto col lettore.
Tutto quel che precede la stampa e la consegna del giornale alle edicole è proprio ciò che oggi non ci interessa. Perché sfogliando quelle venti pagine senza leggere neanche un titolo, neanche una riga di quel che c'è scritto nello speciale prenatalizio di Repubblica, si assiste involontariamente a un racconto autonomo, a una fiaba moderna popolata di folletti, animali, elfi e oggetti animati che si muovono nel mondo di Lucia. Figure che vivono in lei e che con lei respirano, esistono, a volte tagliati dal dolore altre volti giocosi, comunque belli.
E così prendono forma dalla fantasia i folletti che hanno fatto del panettone la loro casa, i bambini alati. Mentre le palle dell'albero di Natale e le candele giocano sospese tra i rami in attesa che la festa finisca. Forse con la paura di tornare in quella scatola buia per lunghi, lunghissimi mesi. Giorni interminabili che ci avvicineranno ancora a un altro Natale, a un'altra festa, a un altro gioco.
Illustrazione di Lucia Mattioli, pubblicata su
"La Domenica" di Repubblica il 23 dicembre 2007

L'illustrazione migliore, almeno per me, è quella delle pagine 36 e 37. La signora Neve, bellissima e sola, lavora a maglia il mantello bianco che là fuori, oltre la finestra, ricopre di magia gli alberi, i tetti, i colli.
I folletti poi -si sa- sono dispettosi. Li vediamo rubare il tempo da un pendolo antico o fuggire coi regali da sotto l'albero. I canti, la consegna dei doni e la corsa sulla tavola imbandita di una slitta trainata da due ratti bianchi sono, fra le altre, alcune delle visioni di una bambina che di sogni, lungo la strada, ne ha persi parecchi.
Sognamo. O, meglio, speriamo di sognare ancora. E che quel bacio nel vischio sempreverde sia il gesto propiziatorio dell'inizio del sempreamore.

PS_ la stampa del quotidiano, per quanto bella possa essere, non rende affatto la luce che ogni immagine diffonde. Quindi, sia per chi si è perso l'uscita di ieri in edicola sia per chi il giornale se l'è comprato ma vuole godere a pieno delle illustrazioni, ecco la segnalazione: scaricate l'inserto in PDF cliccando QUI.

venerdì 21 dicembre 2007

[intervista] Leonardo Ortolani

Un Rat-Dylan di fronte a uno sbalordito Rat-Baby.
Disegno inedito di Leo Ortolani realizzato per me nel 1996 (credo...)

Leo è sempre ben disposto a parlare. Sì, anche per telefono. Ma è meglio tramite e-mail. In un caso o nell'altro non si nega mai. Questa intervista risale a un po' di tempo fa. Credo fosse il febbraio (o marzo?) del 2004. La versione televisiva di Rat-Man -già molto conosciuto e ormai prossimo all'esplosione di consensi che di lì a poco lo avrebbe reso ancora più famoso- era ancora in gestazione. E così l'autore di Rat-Man, l'antieroe più celebre dei fumetti, si racconta. Anzi, così si è raccontato. Molto prima che altri eventi accadessero...

Caro Leo, nasci a Pisa nel 1967. E un anno dopo ti trasferisci a Parma. Immagino tu sappia della storica rivalità tra lucchesi e pisani. Ecco, allora dimmi: essere stato almeno per un anno "pisano" ti inorgoglisce, o...
Sì, ne ho sempre fatto motivo di vanto ogni qual volta mi chiedevano, qua a Parma, dove fossi nato. Con quello strano accento…Era un po' come per Superman dire che veniva da Krypton. Poi, specialmente nel corso degli ultimi anni, per affetto verso la città in cui vivo e dove è nato anche Rat-Man, mi considero parmigiano di adozione. Invece non mi ha mai toccato la faccenda delle rivalità tra le città toscane, rivalità che anche qua c'è tra Parma e Reggio Emilia. Appena posso, io che sono pisano (!) acquisto sempre Il Vernacoliere, che è un piacere! L'ultima volta che sono passato dalla Toscana, mi sono preso il volumone finale di Luana, di Daniele Caluri. Che, nonostante ci si messaggi sempre prima della manifestazione lucchese, non sono ancora riuscito a incontrare.

Nella tua storia (personale e professionale) Pisa ritorna quando meno te l'aspetti. Parlo della fanzine Made in Usa. Solo una coincidenza?
Non lo so… Ma in fondo è bello anche questo. Mi ricordo che la prima volta che venni alla Fiera del fumetto di Lucca (marzo 1990), furono proprio loro, i ragazzi di MADE IN USA, a farmi da guida nel variopinto mondo del fumetto. Una 24 ore di "full immersion" dove mi vennero mostrate le luci e le ombre di tutto ciò che ruotava intorno a questo mondo. Passai quindi la notte proprio a Pisa, da uno dei ragazzi della fanzine. E poi al mattino, alle cinque, mi recai a prendere il treno alla stazione. Mentre camminavo per le strade della città pensai come fosse strano che Pisa mi avesse visto fugacemente per poche ore, dopo tanto tempo, e che adesso mi vedeva andare via lesto lesto, all'alba, come un ladro. Ma in fondo il patrono di Pisa è pur sempre San Ranieri, il protettore dei ladri! Il sodalizio con MADE IN USA è nato allora ed è proseguito fino alla chiusura dell'ultimo numero, di cui ricorre adesso il decennale. Posso dire che, a parte il concorso SPOT che mi diede la possibilità di uscire alla ribalta, furono proprio loro, i ragazzi "pisani" (la maggior parte di loro erano a Pisa per studi universitari) a lanciarmi nel mondo del fumetto, con allegria, disincanto e un bicchiere di vino rosso. Insomma, Pisa mi ha fatto "nascere" due volte.

Ma cominciamo dal principio. Ricordo la prima volta che ti ho incontrato. Credo fosse il 1996, a Lucca Comics. Mi hai fatto un bel disegno, io ho comprato lo "Squalo", tu me l'hai firmato e io ti ho chiesto di Rat-Man - che al tempo (almeno a Lucca) era introvabile -. Se non sbaglio è proprio a Lucca che hai affrontato per la prima volta il grande pubblico. Vuoi raccontarci com'è andata?
Ho avuto diverse "prime volte" a Lucca con il grande pubblico. Nel 1990 per la prima volta fui premiato. Era il concorso SPOT organizzato da Comic Art. Fui premiato per Rat-Man, manco a farlo apposta. "Miglior sceneggiatore esordiente". Per la prima volta salii su un palcoscenico davanti a tanta gente che applaudiva, disinvolto come se fossi stato appena tolto dal freezer. La prima volta che mi ritrovai invece nello stand di una casa editrice, fu nel 1992, con la STAR COMICS. Luca Boschi mi aveva preso a bordo della rivista Star Comix a realizzare storie con i suoi personaggi e mi trovai appunto allo stand per fare disegni ai lettori, insieme ad altri autori tra cui Boschi, Mazzotta e Greg. Naturalmente mi tremavano le mani. Prima ancora che potessi sedermi, qualcuno mi gridò "Leo, mi fai Rat-Man?". Rat-Man mi portò poi a Lucca nel novembre 1995, dove sbarcai con il primo numero autoprodotto. Con piacere notavo che molti se lo ricordavano ancora dai tempi di SPOT, e l'avevano visto in seguito su MADE IN USA. Nel 1996, quando ci siamo incontrati, ero passato alle Edizioni BD di Andrea Rivi, ma il problema della distribuzione era ancora il primo nemico alla diffusione del Ratto. Ci pensò la Panini nella Lucca novembrina dello stesso anno a propormi il tentativo delle edicole. Nel 1997 Rat-Man arrivò a Lucca come albo Panini e da allora lo è rimasto facendo del suo meglio.

Nell'ultima edizione di Lucca Comics lo stand della Panini era "infestato" da Rat-Man. E i ragazzi dietro la bancarella indossavano tutti Rat-magliette. Soddisfatto?
Molto, ovviamente! Alla Panini vogliono molto bene a Rat-Man e da parte mia cerco di non deludere la loro fiducia. Ovviamente se mi clonassero potrebbero avere il mensile, ma la bimestralità è il prezzo da pagare per la qualità. O almeno per avere un albo che soddisfi prima di tutto me stesso.

Credi che la mostra mercato di Lucca rappresenti ancora una vetrina importante per i giovani autori?
Non lo so, ma credo di sì. Molte cose sono cambiate da quando facevo autoproduzione io… E' arrivato internet, con le sue possibilità di raggiungere chiunque e ovunque. Però a Lucca è indubbio che puoi avere i contatti "umani". Che sono fondamentali per chi vuole confrontarsi con questo mondo.

Ora basta parlare di Lucca e della mostra. Mi interesserebbe di più sapere le difficoltà che il "pioniere" Ortolani ha affrontato nell'autoproduzione di Rat-Man. Sceneggiare, disegnare, inchiostrare, stampare e distribuire tutto da solo non deve essere stato facile.
No, facile non lo è stato. Ma esaltante sì. Mi sono interessato a tutti i processi produttivi che portano un albo, anche piccolo come lo era il mio primo Ratto, per capire come funzionavano le cose e come sfruttarle al massimo, per ottenere il massimo risultato con il… massimo sforzo. Non posso dire il "minimo" sforzo perché mi sono fatto un "ratto" così. Seguivo personalmente i processi per l'impaginazione e la stampa, mentre mi affidavo per la parte burocratica ed economica a editori indipendenti. Prima Marcello Toninelli e poi Andrea Rivi. Anche i rapporti con la grande distribuzione e con i negozi di fumetti li seguivo da vicinissimo insieme a loro, visto che dalle vendite dipendeva la sorte dell'albo. Nei ritagli di tempo scrivevo, disegnavo, inchiostravo. Alla fine di tutto il processo dovevo ripartire, perché era già ora di pensare all'albo successivo. Seguendo infatti tutte queste cose (in più cercavo di partecipare a tutte le fiere che potevo raggiungere e promuovevo l'albo nelle fumetterie) il tempo per fare più di 24 pagine ogni due mesi era davvero poco. Se penso che adesso riesco a produrne anche 40/45 ogni due mesi, puoi calcolare quanto tempo dedicassi alla macchina produttiva.

Poi è arrivata la Panini. E infine la consacrazione con un volume pubblicato nella collana di Repubblica, i Classici del Fumetto. Cosa è cambiato?
Come dicevo prima, il cambiamento più bello è che adesso devo occuparmi soltanto di realizzare le mie storie. Con la massima libertà e il massimo godimento, aggiungerei. E spero che questo il lettore lo evinca dalle storie prodotte. L'organizzazione e il coordinamento della serie, affidati alle capaci mani di Andrea Plazzi, permettono al tutto di arrivare in edicola senza fiatone e con eleganza, mentre dietro le quinte siamo magari stremati dalle corse fatte per rimediare a ritardi e altri problemi tecnici che ci possono sempre essere. Lo staff di Repubblica che coordina la collana tuttora in corso, ha poi accolto la proposta della Panini di fare apparire il ratto nella collana, dopo averne letto le storie selezionate e avere riso. E' una bella soddisfazione per la fiducia della Panini nel personaggio in primo luogo, e per la conferma avuta dalla redazione di Repubblica in secondo. In terzo luogo è arrivata anche la soddisfazione di una conferma di gradimento da parte di un pubblico più vasto, che ha acquistato il volume e poi è andato a cercare gli arretrati di Rat-Man.

La colorazione delle copertine di Rat-Man è affidata a un altro Ortolani, tuo fratello Lorenzo. Anche con ottimi risultati. Un sodalizio proficuo?
Lorenzo, che ancora deve essere scoperto e apprezzato in maniera degna dall'editoria italiana del fumetto, è secondo me un colorista versatile e straordinario. E non lo dico perché è mio fratello, ma perché fa cose che pochi, a livello mondiale, riescono a fare. Basta guardare le altre copertine colorate al computer e confrontarle con le sue. Le soluzioni di luci e colori lasciano spesso senza parole anche me.

A proposito di familiari, com'è la vita di una donna al fianco di un disegnatore? Mi riferisco a Caterina, ovviamente. Preferiva forse il "Leonardo geologo"?
Ma… il geologo non l'ha conosciuto, come del resto l'ho conosciuto poco anch'io. Il marito fumettista è una delle figure familiari più temute dalle mogli. Spesso irritabile e depresso, dai ritmi di lavoro disumani che lo isolano dal mondo reale per settimane, mesi, anni… Ogni volta che deve affrontare una storia nuova si aggira per la casa mormorando "non mi viene più niente… è la fine, è la fine… sono rovinato". No, povera donna, non è facile!

Hai voglia di raccontarci, in estrema sintesi, una tua giornata tipo?
Non esiste una mia giornata tipo. Mi alzo tardi. Al più, se proprio devo fare delle cose, alle 8,30, ma di solito dopo le 9. Ciondolo per casa un po'. Verso le dieci mi metto a lavorare. Se devo scrivere. Se devo disegnare sono già al lavoro dalle 9. Se scrivo perdo tempo in mille modi, ma in effetti è solo per dare tempo alla mente di trovare le soluzioni, una volta impostato il problema. Non si vede da fuori, ma sono capace di cercare una battuta per giorni, senza smettere un attimo. Almeno con una parte del cervello sono sempre al lavoro. Pranzo. Ciondolo un po' fino alle due e mezza e poi riprendo la triste ricerca di frasi e trame e scene da mettere nella storia. Se scrivo. Se disegno, dopo aver fatto al mattino le matite, al pomeriggio faccio le chine. Di solito disegno 3-4 pagine al giorno, ma non sempre rispetto il ritmo. Vado avanti fino a sera. Dopo cena magari esco con mia moglie, cinema, oppure con amici e la serata finisce che facciamo tardi fuori. Oppure se scrivo, continuo a scrivere, fin verso le tre del mattino. Come ripeto, però, non tutti i miei giorni sono così.

Conoscendo la vita privata di un autore pensi si possa capire meglio anche il suo lavoro?
Sì, noti cose che non notavi prima. Ma non è necessario. L'importante è che il lavoro ti piaccia così com'è.

Prendiamo ad esempio l'Ultima burba. Quanto c'è di autobiografico?
Parecchio. E' ovvio che le battute sono spesso inventate (e dico "spesso"). Ma l'atmosfera, lo spirito che le pervade è quello che c'era attorno a me in caserma. Questo vale per ogni cosa che un autore scrive. C'è sempre qualcosa di se stessi. Deve essere così. Guai se non lo fosse, perché sentiresti che in ciò che ti viene proposto non c'è l'anima dello scrivente. E questa cosa fa la differenza.

Molti autori disegnano storie scritte da altri. Tu, in controtendenza, realizzi sceneggiature per te stesso e non solo. Penso alle strisce delle Sturmtruppen disegnate da Clod. Non c'è il rischio di restare a corto di idee?
Nessun problema. Semmai il problema è avere il tempo di realizzarle tutte.

I tuoi fumetti si caratterizzano per l'umorismo pungente, per l'ironia mai scontata, per le gag sempre nuove. Dove trovi gli spunti?
Vivendo. Guardandomi attorno. E annotandomele su foglietti di carta appena ne trovo una bella.

Quanto è importante il linguaggio? Sia nel fumetto sia nel vivere quotidiano.
Nel mio caso moltissimo, visto che costruisco le gag con esso, avendo cura di soppesare le alchimie che danno alcune parole anziché altre, con il bilancino da farmacista. E' incredibile come cambino le battute formulandole in modi apparentemente simili. L'operazione di scrittura riveste infatti per me l'operazione più delicata, in cui lavoro di fino anche nelle sospensioni, nelle pause, in tutto ciò che mi porta a creare un'atmosfera nella narrazione, i dialoghi e le gag.

Nella tua carriera hai mai copiato battute, strisce o vignette? Sei mai stato copiato?
Ogni tanto ho usato vecchie battute nelle mie storie, come un omaggio alle battute "classiche". Non è successo molte volte. Tre o quattro volte, credo, tipo nel primo numero "Io entro, copritemi" e nella vignetta dopo ha un lenzuolo sopra. So che molte delle mie invece sono state usate per animare spettacoli teatrali, le ho sentite in tv da cabarettisti di Zelig e sono state spedite come aforismi dal server di Buongiorno.it. Spesso tutto ciò con il mio beneplacito. A volte no. Il destino di una bella battuta è che poi venga usata e diventi di dominio pubblico, quindi c'è poco da essere gelosi. Semmai un pochino orgogliosi. Ho visto inoltre molti lavori di lettori che amano destreggiarsi con il fumetto e hanno preso a ispirazione i miei disegni per sviluppare un loro stile. Tutto questo è lusinghiero, anche se spero di non diventare un esempio da seguire, visto che nelle mie tavole ci sono carenze grafiche di ogni tipo.

Perché i tuoi personaggi hanno tutti il volto di una scimmia?
Perché la prima carenza grafica fu quella di non avere assolutamente dimestichezza con il volto umano. E ripiegai immediatamente su volti da scimmia, che potevo fare "pupazzosi" e mi venivano più naturali. Da allora (1976) le cose sono rimaste così alla faccia dell'evoluzione della specie.

Se non fosse stata la scimmia a ispirarti, avrebbe potuto essere…
Avevo già provato con altri pupazzi. Il primissimo personaggio che disegnavo era un topo. Guarda caso… Ovviamente il tutto aveva radici nelle letture Disney!

Rat-Man ha sempre nuovi fans. Ci sono possibilità che, visto il suo successo, sbarchi anche sul mercato internazionale? Qualche pubblicazione all'estero è già stata distribuita…
Rat-Man è un prodotto particolare. Non lo reputo per grandi masse. Non perché come la volpe non arrivi all'uva, che con tutti quei semini non mi piace e poi è acerba in questa stagione. Ma perché ho uno sguardo realista sul prodotto. Se poi mi sbaglio sarò ben contento di ammetterlo. Detto questo, la pubblicazione all'estero, tentata solo sul mercato spagnolo, non ha fatto in tempo a darci un polso della situazione, perché dopo tre numeri il distributore generale ha avuto un tracollo o simili, e tutte le testate a fumetti che distribuiva sono state bloccate. Compreso il Ratto, che poi è tornato a casa. L'intenzione di riprovarci rimane, ma a seguito di un altro evento.

Riusciremo a vedere Rat-Man sul grande schermo?
Che non è il cinema, come speravo all'inizio del mio coinvolgimento nel mondo dell'animazione. Ma è una possibile serie televisiva, la cui produzione potrebbe partire a breve come tra anni. Misteri di queste cose. In quel caso, la serie sarebbe distribuita su altri paesi e allora potrebbe seguire la serie a fumetti. Se poi la serie avesse successo, il mio sogno sarebbe quello di vederlo sul grande schermo, ovvio.

Il nostro supereroe con gli orecchi da topo avrà vita eterna?
No. Io sono del parere che le cose debbano avere un inizio, uno sviluppo e una fine. Non è (solo) una questione di fatica nel portare avanti una serie all'infinito, è proprio che conosco già come finirà Rat-Man e vi dico che non potrà continuare in eterno. Spero che il suo ricordo duri, questo è vero, ma niente di più. Dopo non so cosa farò. Mi piacerebbe comunque continuare a raccontare storie a fumetti, non potrei fare diversamente, magari realizzare un volume all'anno come il grande Will Eisner. Ecco, quello sarebbe il mio sogno.

Nelle tue storie si accavallano citazioni e parodie di straordinaria efficacia. A volte anche difficili da cogliere. Per poter citare occorre conoscere. So che sei un grande appassionato di cinema e lettura. Ma per avere una visione completa guardi e leggi di tutto oppure scegli? Voglio dire, sei disposto anche a guardare il Grande fratello per costruirci su una storia?
Se fosse necessario sì, ma stranamente non ci sarà mai una puntata sul Grande fratello. Chissà come mai…? Ho un interesse onnivoro che mi permette di spaziare un po' su tante cose, pur restando ovviamente più interessato ad alcune. Se proprio devo evitare qualcosa, evito le cose fatte a tavolino e senza passione. Se anche una cosa è apparentemente brutta, voglio sentire che chi l'ha fatta ci ha creduto davvero. A quel punto ha una ragione di esistere che va oltre la sua bruttezza.

Perché oggi i disegnatori hanno la tendenza a lavorare in proprio? Mi spiego: ognuno ha il suo sito internet e la sua rete di collaborazioni più o meno retribuite. Ma non esistono veri e propri gruppi di lavoro. Scelta o necessità?
Io lo faccio per scelta. Sono un solitario di natura e non mi è mai piaciuto lavorare in gruppo, perché ho dei ritmi di lavoro molto intensi e veloci che sarebbero difficili da seguire in un gruppo. Inoltre, quando lavoro, non mi concedo scorciatoie e non vengo a patti con niente, e questo potrebbe non essere condiviso dal gruppo, che per natura è più "rilassato".

Per i risultati raggiunti finora puoi ritenerti un uomo felice?
Sereno, sicuramente. Felice, ogni volta che posso. Cioè ogni volta che scrivo una storia.

Tutte le immagini © Leonardo Ortolani
www.rat-man.it