giovedì 13 marzo 2008

Un inedito di Ferenc Pinter apre la grande mostra che Lucca dedica al west

Ferenc Pinter

Appartiene a un collezionista privato il disegno originale (e inedito) di Ferenc Pinter che apre la grande mostra organizzata dal Museo del Fumetto, "Quando il west arrivò a Lucca" (l'inaugurazione è in programma sabato prossimo, 15 marzo, a Palazzo Guinigi). Si trova appeso al centro di una parete bianca, in cornice, da solo, nella prima delle stanze dedicate a Renzo Calegari. L'illustrazione è stata realizzata appositamente per la mostra. E avrebbe dovuto essere una piccola anicipazione di un'altra esposizione, "Copertinando" (la cui inaugurazione è fissata al 13 aprile 2008), dedicata appunto alle copertine dei libri Mondadori e ai suoi autori. Primo fra tutti Ferenc Pinter, che aveva già annunciato la sua presenza. Purtroppo è morto nei giorni scorsi a Milano all'età di 77 anni. Questo indiano, l'unico disegnato nella sua carriera, è forse il suo ultimo disegno. Un omaggio doveroso che sicuramente sarà apprezzato da chi farà visita a Palazzo Guinigi.

Sotto, invece, due anteprime della mostra -che ho avuto la fortuna di visitare rapidamente durante l'allestimento- firmate da Paolo Eleuteri Serpieri. Si tratta di due tavole pubblicate su Lancio Story negli anni ottanta. Straordinaria la tavola disegnata in verde. Le altre opere in mostra permettono di apprezzare l'evoluzione del segno e della composizione. Sezione imperdibile.

Paolo Eleuteri Serpieri

Paolo Eleuteri Serpieri

A Renzo Calegari sono dedicate le prime stanze di "Quando il west arrivò a Lucca". Tantissimi gli inediti esposti. Ecco due anteprime di originali a colori.

Renzo Calegari

Paolo Eleuteri Serpieri

Tra gli inediti in mostra c'è anche la storia di Kit Karson, realizzata da Sergio Tisselli sviluppando un'idea di Magnus: tavole originali a china, studi e bozzetti preparatori e una splendida tavola a colori. Questa.

Sergio Tisselli

Sergio Tisselli

Sergio Tisselli

Una stanza per Ron Embleton. Dove si trovano per lo più stampe su carta pergamena. E un'illustrazione originale, molto dettagliata nei particolari e ben conservata, che racconta la "battaglia delle racchette".

Ron Embleton

Due delle grandi tavole illustrate da Sergio Toppi sul tema degli indiani d'America.

Sergio Toppi

Sergio Toppi

Quasi tutte inedite le illustrazioni di Giovanni Ticci (alcune delle quali saranno pubblicate in un portfolio a tiratura limitata). Tra il materiale edito, invece, spiccano le prime e le ultime due tavole del numero 500 di Tex, Uomini in fuga.

Giovanni Ticci

L'omaggio a Dino Battaglia passa attraverso l'allestimento completo delle tavole originali (più la copertina a colori) della storia "L'uomo del New England" (1979), per la prima volta in mostra.

Dino Battaglia

Dino Battaglia

Dino Battaglia

Infine nessun originale di Hugo Pratt. Ma ciò che è esposto rappresenta comunque un motivo di interesse e d'attrazione. Sono infatti presenti le riproduzioni degli originali di "Ticonderoga" (storia inedita in Italia).

Hugo Pratt

All'inaugurazione di sabato prossimo saranno presenti molti degli autori, tra cui Toppi, Tisselli, Milazzo (la sua sezione sarà inaugurata più avanti), Calegari, la moglie Laura e il figlio di Dino Battaglia.

mercoledì 12 marzo 2008

E' deciso: si muore!

Copertina del libro di Marcello Jori

L'articolo E' deciso: si vive!, già pubblicato su Exibart onpaper e annunciato in questo post (dove spiego la scelta del titolo), è ora anche online nella rubrica in fumo.

venerdì 7 marzo 2008

A sorpresa, Carl Barks

Ci sono sorprese piccole che non ti aspetti. Niente di essenziale, sia chiaro. Ma forse è proprio per questo che vengono apprezzate. Come tutti ormai già sanno il 28 gennaio scorso (quindi più di un mese fa) è uscito in edicola il primo numero de La grande dinastia dei Paperi. Ovvero la collana a fumetti che raccoglie tutte le più belle avventure firmate da Carl Barks. A partire dal 1950. E quel primo volume, distribuito gratuitamente insieme al Corriere della Sera, già alle nove della mattina di quel lunedì era introvabile. Almeno a Lucca. Dai giornalai come nei supermarket. Il tentativo di ricerca mi ha spinto a entrare un po' in tutte le edicole che incontravo. Una, due, tre, quattro edicole. Ho rinunciato quando durante l'ultimo estremo tentativo, rivolgendomi a un tizio seduto in un chiosco e immerso in una lettura non definita, mi sono visto sventolare sotto al naso l'ultima copia delle storie dei paperi. "E' l'ultima" ha detto. "Ed è mia". Mi sono quindi accontentato della seconda uscita, la settimana successiva. Con la consolazione di trovare in omaggio l'albero genealogico di Don Rosa formato poster.
Solo due o tre giorni fa, poi, entrando dal mio edicolante di fiducia, mi sento chiedere "Ma il primo numero dei Paperi l'hai trovato?". Certo che no. E me lo sfila dallo scaffale, ancora incellophanato. Una copia in più, inviata forse per sbaglio e non richiesta, che lui mi ha messo da parte. Piccole cose, appunto. Ma che piacere.
(g.t.)


giovedì 6 marzo 2008

Marco Corona intervistato da Exibart

Una copertina inedita di Marco Corona
realizzata per
Bestiario Padano
in mostra alla Galleria Miomao


Ancora un'intervista di Alessio Trabacchini per la rubrica in fumo di Exibart. Questa è la volta di Marco Corona. Intanto la sua mostra -"B-side", la prima personale- organizzata dalla Galleria Miomao di Perugia è stata prorogata al 15 marzo prossimo.
L'abstract dell'intervista: "Un segno in mutazione, sensuale perché parla ai sensi, li provoca. All’inizio forzando i limiti del ripugnante per trovarci una diversa bellezza, ora raccontando inquietudini più sottili. Fumetti intrecciati all’esistenza, e non per l’occasionale autobiografismo, ma per ciò che unisce la vita e il racconto..." (prosegue su Exibart)

mercoledì 5 marzo 2008

Lucca Comics & Games 2008: fumetti, sport e un grande sponsor

Nell'anno degli Europei di calcio e delle olimpiadi a Pechino, Lucca Comics & Games trova il suo sponsor principale in un'azienda milanese il cui primo obiettivo è di educare attraverso lo sport: la Fiomas. Una partnership economica e culturale che farà respirare i bilanci di Lucca Comics & Games in vista del prossimo salone novembrino promuovendo al tempo stesso l'immagine della Lucca a fumetti e i valori dello sport "sano" sia in Italia sia in Europa. In programma una mostra itinerante (I fumetti e lo sport), convegni e iniziative sportive in cui saranno coinvolti i giovanissimi. Il calendario di "SPORTIVAmente" (è questo il titolo dell'evento-contenitore) prevede inoltre iniziative dedicate allo sport anche nei giorni del salone. Fra le altre cose si pensa perfino a celebrare l'anniversario del Fantacalcio...

Che il legame tra sport e fumetto si sarebbe concretizzato in qualcosa di più di una semplice manifestazione d'intenti era già stato dichiarato al momento della presentazione della programmazione culturale 2008. Un binomio che oggi assume ancor più valore: sia perché educare allo sport significa essere portatori di valori "sani", sia perché la partnership realizzata con Fiomas srl non si traduce solo in una collaborazione culturale e promozionale. La Fiomas sarà infatti il main sponsor di Lucca Comics & Games 2008.

E così inizia "SPORTIVAmente" (il cui coordinatore è Matteo Benedetti). In programma, tanto per cominciare, due mostre dal titolo "I fumetti e lo sport" (a cura di Enzo Linari) che saranno inaugurate sabato 15 marzo in due sedi distinte: una a Cascina (Le olimpiadi), in provincia di Pisa; l'altra a Certaldo (Fumetti nello sport), in provincia di Firenze. Le mostre, composte da circa 80 pannelli cui si aggiungono foto e video messi a disposizione dal Coni e dal Museo del calcio, resteranno aperte fino al primo giugno 2008. Dopodiché si uniranno per essere allestite in altre sedi nazionali ed europee. E toccherà perfino gli altri quattro continenti. Una delle tappe intermedie sarà proprio Lucca, dove i pannelli saranno allestiti nei giorni del salone novembrino. Mentre l'ultima sede italiana a ospitare "I fumetti e lo sport" sarà Milano nel marzo 2009. "E non perché è la città della nostra sede - spiega l'amministratore delegato Fiomas srl, Serena Masseroni - ma perché nel 2009 Milano sarà eletta 'capitale dello sport' nel mondo". La mostra itinerante sarà poi allestita in alcune città europee e verrà presentata insieme ai progetti Fiomas, tutti consultabili sul sito ufficiale della srl (www.fiomas.it). Il suo percorso si concluderà fra tre anni, nel 2010.

La presentazione ufficiale della mostra è in programma il 12 marzo a Firenze, presso la sede del Coni. Sappiamo però che tra i protagonisti ci sarà Paolo Ongaro. E non a caso. Perché il disegnatore veneziano è infatti specializzato in opere di carattere sportivo. E' lui l'autore della storia a fumetti della nazionale di calcio ("Azzurro"), delle cronache dei gran premi di Formula 1 e della storia a puntate "Il romanzo delle Olimpiadi" pubblicata dal Guerin Sportivo nel 1984. Spazio anche a Giorgio Cavazzano, alle avventure/disavventure di Pippo, ai manga e a quei cartoon giapponesi (a partire dai "due cuori nella pallavolo" di Mila e Shiro) che negli ottanta sono stati seguiti in tivvù da un'intera generazione. L'iniziativa prevede fra l'altro che a ogni tappa della mostra venga proposto un evento legato a un solo sport. Saranno coinvolti grandi campioni del presente e del passato e soprattutto scuole, associazioni e club giovanili. Perché il primo obiettivo è educare allo sport, appunto. Ma anche alla cultura dell'arte del fumetto. E il punto migliore da cui partire sono proprio i giovanissimi.

Tra gli altri appuntamenti convegnistici in programma ricordiamo "Sport, disabili e fumetto" (al Museo del calcio di Coverciano, il 29 marzo 2008); "La legalità nello sport" (sempre al Museo del calcio, il 5 aprile 2008); "Le Olimpiadi della mente, ovvero le Olimpiadi scientifiche" (Auditorium Pesenti di Cascina, 19 aprile 2008) e "Sport e fumetto: storie parallele" (Museo del calcio di Coverciano, 3 maggio 2008). Questi incontri saranno realizzati con il patrocinio del Coni di Coverciano e delle Università di Pisa e Firenze.

L'evento è stato presentato da Massimo Di Grazia (presidente della Lucca Comics & Games), che ritiene si stia compiendo "un ulteriore salto di qualità". Insieme a lui gli assessori del Comune di Lucca Letizia Bandoni (cultura) e Lido Moschini (sport), d'accordo nel ritenere che questo input "servirà a educare i ragazzi allo sport sano e contribuirà a promuovere l'immagine di Lucca nel mondo". E se il direttore di Lucca Comics & Games, Renato Genovese, ha illustrato i particolari dell'iniziativa mettendo in risalto il ruolo determinante della Fiomas, l'amministratore delegato della srl milanese Serena Masseroni ha sintetizzato così la mission dell'azienda: "Uno sport al servizio dell’uomo e non più l’uomo al servizio dello sport".
(g.t.)
Articolo scritto per Lo Schermo

martedì 4 marzo 2008

Quel "globetrotter" di Tintin

La copertina del n. 242 di Art e Dossier
dedicata al Tintin di Hergé

Il numero 242 della rivista d'arte Art e Dossier, che col numero di marzo attualmente in edicola si presenta con un nuovo direttore e un restyling grafico di tutto rispetto, dedica la copertina al Tintin di Hergé. E la cosa fa notizia. Perché finora siamo stati abituati (a torto) a considerare il fumetto come un'arte minore. E queste immagini -meglio però definirle opere- prima d'ora potevano trovare spazio solo su riviste specializzate. Il fatto che oggi la Giunti affidi al critico Philippe Daverio la direzione della rivista e che la prima copertina della nuova gestione sia dedicata a un personaggio del mondo a fumetti fa ben sperare. Perché in questo modo si riconosce al fumetto il ruolo espressivo e artistico che da sempre merita. E perché anche la critica d'arte e gli editori dimostrano così di voler essere più stimolanti che in passato. Un'analisi, questa, confermata dall'editoriale di Philippe Daverio che ripropongo a conclusione di questo post.

La scelta dell'immagine, poi, non è casuale: Tintin e il suo inseparabile cane Milou dentro a un'enorme anfora cinese. Si tratta di un particolare della copertina dell'albo Le Lotus Bleu (1936). E il perché di questa scelta si può capire leggendo il servizio dedicato a Hergé all'interno della rivista. E' proprio il neodirettore Philippe Daverio a scrivere l'articolo pubblicato nelle pagine centrali di Art e Dossier. Titolo, "globetrotter d'avant-garde". Cioè giramondo d'avanguardia. La sua sua "riscoperta" critica ha inizio con il pessimismo e la crisi che ha caratterizzato il mondo dell'arte all'inizio del secolo scorso.
Daverio individua in George Remi, in arte Hergé, la risposta positiva alle difficoltà di sviluppo dell'arte figurativa che un po' in tutta Europa soffriva per i cambiamento sociali e i necessari confronti con le nuove forme espressive e di comunicazione. Daverio lo definisce "delicato nel tratto e nel pensiero", e "una sorta di mosca bianca dal valore positivo. Mentre l'Europa corre alla catastrofe - scrive il direttore di Art e Dossier - lui corre verso l'avvenutra mentale e inventa Tintin". Daverio descrive il personaggio mettendolo a confronto con il suo creatore, aggiungendo poi che Tintin "è attratto dall'avventura e lo fa da globetrotter" e che "genera un'immagine fiduciosa del mondo, che sembra l'opposto della Depressione che l'America esporta in Europa dopo la crisi del Ventinove". E si stupisce, Daverio, del parallelismo tra questo "eroe non eroico e gli altri personaggi che nei medesimi anni fondavano le basi del pensiero europeo nuovo". L'articolo prosegue con l'analisi della nascita di Le Lotus Bleau (dalla cui copertina è tratta la cover di Art e Dossier) e degli effetti che certe conseguenze della situazione sociale, storica e politica hanno sullo sviluppo della nuova cultura europea. E tutto avviene tra Bruxelles e Parigi. Protagonisti Hergé, appunto. Ma anche Magritte, Michaux, Lévi-Strauss, Simenon.
(g.t.)

La prima pagina dell'articolo
di Philippe Daverio

Chi volesse comprare la rivista in edicola sappia che il costo è di 4,90 euro. Ma cliccando qua, almeno stavolta, è possibile richiedere subito una copia omaggio della nuova Art e Dossier.


L'EDITORIALE DI PHILIPPE DAVERIO

È la prima volta che mi capita di assumere la direzione d'una rivista, per giunta e per Giunti, tra l'altro, estremamente autorevole. Prendo il testimone da chi mi ha preceduto e che ha lavorato in modo eccellente, quindi non sarò in grado di proporre scelte migliori, ma forse solo diverse. Il panorama della critica e della comunicazione in Italia è oggi innegabilmente meno stimolante di quanto non lo potesse essere una ventina d'anni fa. Molti fra i più acuti ci hanno lasciato, e tanti nuovi non sembrano ancora essere apparsi. La questione della cultura non è dissimile purtroppo da quella della politica e degli affari. Lo stallo sembra essere generale. Solo che la palestra delle idee è più facile da stimolare, chiede numeri più ridotti di partecipanti e di protagonisti. È una scena sulla quale è possibile intervenire senza scomodare il teatro mondiale, senza spostare masse monetarie, mercati, flotte e cannoni. Inoltre il pubblico sta mutando le sue richieste d'informazione verso un ventaglio d'indagine più largo e gli stessi specialisti tendono a una indagine dove la storia maggiore e quella dell'arte abbiano la fortuna di dialogare con la storia minuta per approfondire significati e valenze. All'orizzonte della palude si profilano cieli nuovi. Non si può oggi non immaginare che la globalizzazione degli interessi, in ogni campo, stia per richiedere una ottica diversa del pensare. Se tutti accedono alla rete comunicativa, dovrà questa rete contenere un messaggio unico e omologato? Forse no! È pacifico che il contributo del nostro immenso e disordinato patrimonio culturale continuerà a essere fondamentale per il sapere del mondo. Ma potrà esso essere anche fondativo come lo fu per secoli? Saranno i nostri luoghi d'arte palcoscenico per avventure decise altrove come da anni avviene nell'ambito della Biennale di Venezia in mano a un nucleo di commercianti newyorkesi? Molto dipende dalla capacità di promuovere il dibattito delle idee quanto dall'informazione necessaria alla crescita della consapevolezza. Che mestiere faranno domani le decine di migliaia di giovani che si stanno laureando, spesso anche bene, in Storia dell'arte, in Conservazione dei beni culturali, in Comunicazione? Saranno essi meri inservienti d'un vasto sistema turistico mondiale che potrebbe immaginare la penisola come il luna park del bello? O possiamo accarezzare timidamente il sogno d'un paese capace di protagonismo negli affari e nei prodotti, in quanto ricco d'una formidabile sedimentazione artistica foriera d'una forte creatività attuale? A queste domande non intendiamo dare una risposta. Sarebbe una ambizione ingiustificabile. Ma vorremmo dare un contributo innovativo, che oggi deve superare gli schemi della critica di ieri, dotta ma talvolta isolata, per intingere la penna o meglio ancora il cavo del computer nella curiosità dell'antropologia culturale quanto nel percorso che da sempre connette tutte le arti, facendo di queste non solo il testimone ma pure il protagonista della storia. Almeno dalle parti nostre, quelle che hanno preferito allo schioppo lo scorrere nevrotico del pennello, della matita e del cesello.

www.artedossier.it

Quando il fumetto arrivò a Lucca... si perse tutti i paperi

La prima tavola originale de Il patto
di Dino Battaglia


Per ospitare la mostra Quando il fumetto arrivò a Lucca, la prima delle tre grandi rassegne organizzate dal Museo del fumetto nel primo semestre di quest'anno, tutte le teche contenute dalla struttura sono state liberate dalle vecchie tavole. E oggi ospitano le opere di Toppi, Giardino, Gomez, Battaglia, Alessandrini. E le stampe della storia Paperino e il Mistero di Lucca. I cui originali, ahinoi, non si sa che fine abbiano fatto. In occasione di questo primo taglio del nastro, quindi, il Museo si presenta con abiti nuovi. Per la prima volta dopo la sua inaugurazione. Fra tutti, incantano i lavori del maestro Sergio Toppi. Mentre i tempi stretti per l'organizzazione di questa prima mostra sono causa di qualche piccola dimenticanza...

Il primo progetto prevedeva che la mostra Quando il fumetto arrivò a Lucca, inaugurata poche ore fa, sarebbe stata allestita nelle sale dei Viaggi del '900. Così non è stato. Le circa 120 tavole originali hanno trovato spazio nelle teche progettate dall'architetto Pietro Carlo Pellegrini per le sale principali. E seppur coi limiti tecnici imposti dalla loro struttura - poco adatta, secondo i responsabili del Museo di ieri e di oggi, a ospitare tavole e disegni originali - finalmente la tanto attesa rotazione c'è stata. Al posto di Diabolik, Dylan Dog e il signor Bonaventura ci sono oggi le storie di Sergio Toppi, Vittorio Giardino, Carlos Gomez, Dino Battaglia e Giancarlo Alessandrini.

La riproduzione di una tavola tratta da
Paperino e il mistero di Lucca


Rispetto a quanto annunciato alla vigilia mancano però le tavole di Paperino e il mistero di Lucca, sostituite in extremis da stampe a colori quando ci si è accorti che gli originali non si trovavano. Il responsabile culturale del Museo Angelo Nencetti riteneva fossero patrimonio di Lucca. Ma se è così, chi le ha riposte per l'ultima volta in qualche cartolario o scatolone o armadietto si è dimenticato di archiviarle. Potrebbero però far parte del patrimonio appartenuto all'ente Max Massimino Garniér. Oppure potrebbero ancora essere conservate in qualche contenitore dimenticato nelle vecchie sedi lucchesi dei comitati organizzatori. E pensare che le tavole sono state realizzati da grandi autori Disney, a cominciare da Giovan Battista Carpi. Seguono Paolo Mottura, Stefano Mirone, Sandro Perina, Fabio Celoni, Andrea Freccero, Roberto Santillo, Claudio Sciarrone, Andrea Antonucci, Sara Storino, Leopoldo Barberini, Stefano Pachi, Silvano Scolari. La sceneggiatura è invece di Massimo Marconi.

La storia completa di Sergio Toppi, C'era una volta in Toscana, riscatta ampiamente il gap disneyano. Nella prima sala del Museo sono esposte tutte le 33 tavole che la compongono. In perfetto stile toppiano si racconta una vicenda tratta da un racconto dell'intellettuale antirisorgimentale Narciso Feliciano Pelosini, Maestro Domenico, e sceneggiata dallo stesso Toppi. Che realizzò questo lavoro su commissione dagli organizzatori del salone di Lucca alla fine degli anni ottanta. Arrivato in città, in compagnia di Nencetti visitò tutti i sobborghi, le campagne, le località limitrofe. E immaginò poi la sua Lucca, quella in cui ha ambientato la storia. Tra citazioni e riferimenti visivi di Camporgiano, Montecarlo, Gattaiola, Nozzano, San Lorenzo a Vaccoli, Toppi racconta del vecchio mastro Domenico, addormentatosi sotto un albero per poi risvegliarsi cinquant'anni dopo senza più riconoscere luoghi e persone. Rifiutata da Lucca, la storia è stata pubblicata nel 1988 sul Giornalino.

Un particolare di C'era una volta in Toscana
di Sergio Toppi


La terza verità di Vittorio Giardino è invece esposta per intero nella seconda sala. Pubblicata in due parti su Corto Maltese nel 1986, anticipa lo stile moderno del segno che Giardino svilupperà successivamente rendendolo sempre più personale e attuale. Il percorso prosegue con la riproposizione di 32 tavole (selezionate tra le 254 totali) della storia di Dago sceneggiata da Robin Wood e disegnata da Carlos Gomez e ovviamente ambientata a Lucca. Le tavole, 43 delle quali erano rimaste a lungo in esposizione al Museo, sono state "stirate" per rimediare a quelle brutte pieghe causate dalla prolungata esposizione. Chiudono il percorso le 20 tavole della storia di Martin Mystère (firmata da Alessandrini e pubblicata su Comic Art nel 1992) e le sette straordinarie tavole di Dino Battaglia che completano la storia Il patto (pubblicata sul Linus nel 1974). Per Battaglia (la sua sua mostra e quella di Toppi meritano da sole una visita al Museo) si tratta solo di un piccolo anticipo. Altra cosa sara la retrospettiva che Lucca gli dedicherà nell'anno del venticinquesimo anniversario dalla sua morte.

Infine dispiace che le note biografiche degli autori non siano accompagnate anche da cartellini che indicano le riviste che hanno ospitato le storie e le date di pubblicazione. Ma la mostra è stata organizzata in tempi da record. E qualcosa poteva anche sfuggire.
(g.t.)
Articolo scritto per Lo Schermo

100 anni del fumetto: istituito un comitato e risorse per 100mila euro

Una tavola di Martin Mystère
disegnata Giancarlo Alessandrini
(in mostra al Museo del Fumetto di Lucca)

Il Ministero per i beni e le attività culturali ha approvato mercoledì scorso la costituzione del comitato per le elebrazioni dei 100 anni del fumetto italiano. L'insediamento è previsto per la fine di marzo. E il rimo incontro dovrebbe tenersi proprio a Lucca. Lo ha annunciato il sottosegretario Andrea Marcucci, intervenuto al Museo del Fumetto per l'inaugurazione della prima mostra del semestre. Piena soddisfazione è stata espressa dalle autorità presenti. E il sindaco Mauro Favilla annuncia la ristrutturazione di due nuove ale del Museo e il trasferimento della Lucca Comics & Games srl nell'ex Caserma Lorenzini.


Tante le autorità presenti al Museo del Fumetto di Lucca nel giorno del taglio del nastro per la mostra Quando Lucca diventò un fumetto. Oltre al sindaco Mauro Favilla, all'assessore comunale Donatella Buonriposi, al Comandante dei Carabinieri Stefano Ortolani, all'assessore provinciale Francesco Bambini e, naturalmente, al responsabile del Museo Angelo Nencetti, c'erano anche Piero Angelini e tutto lo staff di Lucca Comics & Games al completo (Emanuele Vietina, Giovanni Russo, Renato Genovese e Massimo Di Grazia).

Presente anche il sottosegretario Andrea Marcucci. Che ha comunicato ufficialmente la costituzione di un Comitato per le celebrazioni del primo secolo del fumetto italiano. Il primo incontro del nascente comitato, che sarà insediato entro la fine di marzo, dovrebbe essere organizzato proprio a Lucca. "Finora il fumetto è stato considerato un'arte minore - attacca Marcucci -. Ma questo provvedimento del Ministero per i beni e le attività culturali riconosce a pieno il suo valore culturale e artistico. L'approvazione del programma per la costituzione dei comitati nazionali per le celebrazioni è avvenuta mercoledì scorso con voto unanime. Il comitato per le celebrazioni dei cento anni del fumetto sarà insediato entro la fine del mese. Manca solo la firma di Rutelli. Ma si tratta di una formalità. Farò il possibile perché il primo incontro del Comitato, di cui Lucca senz'altr farà parte, possa essere organizzato proprio qua". Marcucci è inoltre riuscito a ottenere un piccolo finanziamento destinato al comitato per le celebrazioni del centenario. Si tratta di circa 100 mila euro. "Non è molto, ma si tratta di un primo passo" precisa il sottosegretario.

Il sottosegretario Andrea Marcucci
durante l'inaugurazione della mostra
al Museo del Fumetto (Lucca)


Novità in arrivo anche per il Museo del Fumetto. Ad annunciarle è il sindaco di Lucca Mauro Favilla. Che prima dell'inaugurazione ha tenuto a precisare che "l'amministrazione precedente ha speso e investito molto sul Museo, ma alla fine gli impianti non funzionano. Ora è necessario completare le dotazioni della struttura museale". Si pensa subito al riscaldamento, ancora fuori uso, e all'inadeguata illuminazioni delle teche utilizzate per l'allestimento delle mostre. Le lampade a neon, infatti, non vengono accese per evitare cortocircuiti. Senza considerare poi gli effetti negativi che il calore e il conseguente surriscaldamento delle lampade avrebbero sulle tavole originali.
"Ora siamo arrivati alla fase del rilancio - prosegue Favilla -. Stiamo superando le difficoltà grazie alla collaborazione di tutti, operatori e enti. In questo senso ringrazio fra gli altri la Provincia di Lucca, che sarà sempre più coinvolta in queste iniziative". Il sindaco ha così annunciato anche nuovi interventi strutturali. "Ristruttureremo due nuove ale del Museo - anticipa Favilla - e trasferiremo qui anche la sede della Lucca Comics & Games srl. E' giusto che tutti collaborino insieme per un unico grande progetto".

L'assessore Donatella Buonriposi, cui è spettato l'onore di tagliare il nastro, ha ribadito la sua posizione: "Il fumetto è una grande occasione per accrescere la cultura. Ma ha anche un ruolo formativo e didattico. Il nostro impegno è quindi quello di seguire un percoro che porterà alla realizzazione di un Campus e di un laboratorio sui fumetti. E' già stata richiesta la collaborazione del ministro Fioroni e del sottosegretario Marcucci".
E' impressionante la quantità di volumi in dotazione al Museo del Fumetto (secondo un calco approssimativo si tratta di circa 600 mila albi). Sono sparsi un po' ovunque: nelle sale non acnora allestite, nel magazzino, dietro la sala incontri e perfino nel piazzale sul retro. Pancali e pancali di volumi che saranno utilizzati per la realizzazione della famosa "valigetta" che il Museo consegnerà a tutte le scuole lucchesi. Ma con un patrimonio del genere è legittimo pensare a qualcosa di più grande.
(g.t.)

Articolo scritto per Lo Schermo

lunedì 3 marzo 2008

Un secolo di fumetto italiano

Illustrazione di Sergio Toppi

Il 27 dicembre del 1908 esce in edicola "Il Corriere dei Piccoli”, il primo periodico nazionale a fumetti. Una data che segna un'epoca. Una storia lunga un secolo, in cui si sono alternati e sovrapposti, spesso con linguaggi autonomi e senza troppi elementi di continuità, autori di grande talento. Nel centesimo anniversario del Corrierino, ormai considerato il punto zero del fumetto italiano, sono stati organizzati eventi e mostre. Si comincia con Lucca e Milano. Mentre il Ministero delle Comunicazioni ha già annunciato l'emissione di francobolli celebrativi. Ma nessuno si è ancora posto il problema di quale futuro possa avere questa forma d'arte. Così grande, così fragile... (continua su Exibart)
(g.t.)

giovedì 28 febbraio 2008

Nell'attesa della grande mostra sui maestri del fumetto italiano, al Museo si inaugura "Quando Lucca diventò un fumetto"


Finalmente ci siamo. Dopo l'accavallarsi di anticipazioni e indiscrezioni, da domani si fa sul serio. Al Museo del Fumetto s'inaugura la prima delle venti mostre in programma nel primo semestre. Si inizia con Quando Lucca diventò un fumetto (dal 29 febbraio al 30 giugno): 145 le tavole originali esposte. Da Sergio Toppi a Dino Battaglia, da Vittorio Giardino a Giancarlo Alessandrini fino a Carlos Gomes e Sergio Tisselli. Tutti insieme per un solo grande progetto che anticipa di poco altri importanti eventi: Quando il west arrivò a Lucca (15 marzo - 25 maggio), Copertinando (12 aprile - 30 giugno) e soprattutto la retrospettiva sui grandi maestri del fumetto italiano che si terrà nel secondo semestre 2008 e che sarà composta da ben 333 tavole originali e inedite.

La grande programmazione della stagione fumettistica lucchese inizia domani (venerdì 29 febbraio) con l'inaugurazione della mostra Quando Lucca diventò un fumetto (ore 16, Museo del fumetto di Lucca - piazza San Romano). E così il lavoro del responsabile della programmazione culturale del Museo, Angelo Nencetti, comincia a prende forma. "Fatti, non parole" commenta Nencetti. "Con il nostro lavoro, e dopo infinite difficoltà, stiamo compiendo un percorso che restituirà al Museo la sua identità originaria".

Vogliamo crederci. E così si arriva all'inaugurazione della prima mostra del semestre in corso, allestita interamente nelle sale del Museo che una volta ospitavano le sagome dei Viaggi del '900. In totale saranno esposte 145 tavole e disegni originali accomunate da un unico filo conduttore: Lucca. La città vista da grandi autori e raccontata in epoche e ambientazioni differenti. Si va dal Dago di Wood e Salinas al Martin Mystère di Alessandrini, da Paperino e il Mistero di Lucca di Giovan Battista Carpi ai gialli di Vittorio Giardino fino ad arrivare alle visioni di Toppi e Battaglia sulle colline lucchesi e Lucida Mansi.

La mostra, che come già annunciato in precedenza sarà itinerante e verrà allestita in tutte le città che ospitano l'associazione Lucchesi nel Mondo, anticipa di poco l'inaugurazione delle altre due retrospettive che saranno inaugurate il 15 marzo con Quando il west arrivò a Lucca (740 originali di Sergio Tisselli, Sergio Toppi, Giovanni Ticci, Hugo Pratt, Dino Battaglia, Renzo Calegari, Paolo Eleuteri Serpieri, Ivo Milazzo, Ron Embleton e Juan Zanotto, il tutto allestito a Palazzo Guinigi) e il 15 aprile con Copertinando - Immaginini di grandi illustratori Mondadori (e cioè Carlo JAcono, Ferenc Pinter e Karel Thole) nell'ex Real Collegio, che ospiterà anche la mostra Tex forever - 60 anni di un eroe del fumetto organizzata in collaborazione con Lucca Comics & Games.

Tutte queste iniziative rientrano nelle celebrazioni per ricordare il primo secolo del fumetto italiano. Non a caso il Museo del Fumetto fa parte del Comitato "100 anni di fumetto" istituito dal Ministero per i beni e le attività culturali. "E proprio in questa sede" annuncia Nencetti "abbiamo proposto un'iniziativa di carattere didattico: consegnare a tutti gli istituti della provincia di Lucca una valigetta contenente albi e volumi a fumetti che resteranno in dotazione delle biblioteche scolastiche. Si tratta di un primo contatto con i giovani studenti, che riceveranno poi anche le nostre pubblicazioni e il materiale multimediale che produrremmo. Con l'obiettivo di estendere l'iniziativa anche al di fuori dei nostri confini..."

Ogni mostra sarà poi accompagnata da un catalogo illustrato a colori di 64 pagine edito dalla If, acquistabile dal pubblico a un prezzo decisamente accessibile (3 o 4 euro). Così come accessibile è il prezzo del biglietto: con soli 4 euro sarà infatti possibile visitare tutte le mostre (si tratta di oltre 1.000 tavole originali). Il primo catalogo prodotto sarà quello di Quando il west arrivò a Lucca. E solo successivamente sarà realizzato quello della mostra in corso al Museo. Seguiranno tutti gli altri. E un accordo potrebbe essere realizzato anche con la Mondadori, che potrebbe occuparsi della realizzazione del catalogo di Copertinando. Per ogni mostra, comunque, il Museo realizzerà anche un volumone di 256 pagine che resterà in dotazione alla struttura.

Un'anticipazione di tutto rispetto riguarda invece il programma del secondo semestre: una msotra di tutti i maestri del fumetto italiano (viventi e non) composta da ben 333 tavole. Un patrimonio, questo, che resterò di proprietà del Museo "che diventerà il più granbde contenitore del fumetto d'autore italiano", precisa Nencetti. Che aggiunge: "Dopo alcuni interventi necessari, cambieremo l'allestimento del Museo ogni cinque o sei mesi. Tra le questioni da risolvere - aggiunge il responsabile della struttura - c'è senz'altro il problema delle teche. Sono 36 e possono ospitare complessivamente circa 160 tavole. Ma sono assolutamente inadeguate sia alla conservazione sia alla turnazione".

Soddisfatto dei primi risultati anche l'assessore comunale Donatella Buonriposi. "Il museo decolla. Con uno sforzo immane, in soli quattro mesi siamo riusciti a risollevarne le sorti" commenta l'assessore delegato a biblioteche e musei. "La situazione era ingessata, ma grazie al lavoro di Angelo Nencetti e di tutti i collaboratori ora le cose stanno cambiando. Il fumetto, oltre che una risorsa, è per noi un patrimonio. E impediremo ogni tipo di 'esproprio'. Questo linguaggio - prosegue la Buonriposi - ha inoltre un enorme valore culturale e pedagogico. Per questo ci rivolgiamo anche e soprattutto al pubblico giovane, anche delle scuole. Perché l’impegno è di fare cultura e di trasformare il Museo in un polo di formazione per la comunicazione per immagini".

Articolo scritto per Lo Schermo.

Scheda
"Quando Lucca diventò un fumetto"
Museo Italiano del Fumetto (piazza San Romano, 4 - Lucca)
29 febbraio - 30 giugno 2008
Tel. e fax 0583/56326
www.museoitalianodelfumetto.it
info@museoitalianodelfumetto.it

Orario: ore 10-19, chiuso il lunedì
Biglietto: 4 euro (intero), 3 euro (ridotto), gratis per bambini sotto i 5 anni e disabili con accompagnatore

Ideatore, curatore e coordinatore generale mostra: Angelo Nencetti (responsabile culturale del Museo del Fumetto)
Curatori sezioni mostra: Feliciano Rovai, Alessandro Sesti, Riccardo Moni, Renato Genovese, Emanuele Vietina, Mirio Martini, Saverio Bruschini, Angelo Nencetti
Collaboratori: Feliciano Rovai, Francesco Palmieri, Tommy Nicosia, Saverio Bruschini, Renato Genovese, Mirio Martini, Emanuele Vietina, Giovanni Russo, Alessandro Sesti, Pio Corveddu, Riccardo Moni, Antonio Bianchi
Segreteria: Cristiana Dani
Ideazione visuale: Alessandro Sesti, Giovanni Parenti
Allestimento: Mostre & Mostre (Lucca)
Cornici: il Raggio d’arte (Lucca)

Napoli COMICON attacca e Lucca Comics & Games risponde. Ma senza convincere

Foto di Carlo Cianti

E' proprio vero. Una rondine non fa primavera. La bella stagione del fumetto e del cinema d'animazione, a Lucca, è stata annunciata legittimamente con entusiasmo. Giusto il tempo di permettere i consuenti lanci d'agenzia e zac!, arrivano le prime reazioni. Immediate e taglienti. Anch'esse comunque legittime. A storcere il naso (e forse qualcosa di più) è lo staff di Napoli COMICON, che lamenta l'accavallamento di date tra le celebrazioni del decimo anniversario della manifestazione a Castel Sant’Elmo e la prima edizione del festival Lucca Animation. Il j'accuse di COMICON ha costretto Lucca a una risposta. Che c'è stata. Seppur debole e non convincente. Ma non è certo questo il problema. Ora più che in passato occorre essere attenti. E' necessario guardarsi attorno. E costruire, dialogare, collaborare.

di eventi legati al fumetto, in Italia, ce ne sono tanti. E saranno sempre di più. Continuano a crescere, quantitativamente e qualitativamente. Basta guardare BilBOlbul, il festival internazionale del fumetto che si terrà a Bologna dal 5 al 9 marzo. E' solo alla sua seconda edizione ma presenta un calendario ricco e ben calibrato. Un menù di appuntamenti e incontri e dibattiti che appagherà senz'altro anche i palati più esigenti. In definitiva sembra che lassù a Bologna si farà della cultura. Cultura a fumetti.

Di fronte alla crescita di eventi come quello del giovanissimo e fresco BilBOlbul di Bologna, dove tutto è in mano all'associazione culturale Hamelin, non si può che gioire. E questo dovrebbe far riflettere le altre piazze. Anche quelle storiche come Lucca. Città con un passato ricco di storia -anche se a tratti tormentata- in cui esistono le competenze e le opportunità necessarie per fortificare quel ruolo vi vetrina internazionale già riconosciuto in tutto il mondo.

Forse il problema è il tempo. Il tempo che è causa di mutamenti. E a volte essere solo una buona vetrina non basta. Occorre proporre, discutere, approfondire. Per dirla con poche parole è necessario fare cultura. Ed è proprio su questo punto che si sta investendo. A Lucca come altrove. E siccome di coincidenze, sovrapposizioni di date e riproposizione di mostre o incontri ce ne sono e ce ne saranno in futuro, non sorprende che stavolta siano state mosse pesanti accuse. Non sorprende perché la controparte è Lucca. La Lucca dei comics e dei games. La Lucca novembrina. Ed è giusto così. Perché chi è forte fa sempre un po' più paura degli altri.

Però qualcosa in più si poteva fare. E non è certo un problema di telefonate, fatte o ricevute che siano. La tempestività della risposta arrivata da Napoli e la conseguente reazione scritta fa pensare che forse nei pressi di Castel Sant’Elmo già si sapesse cosa stava accadendo a Lucca. Che per sua natura è una città che non sa mantenere i segreti. E il problema non credo sia soltanto quello delle date. Ma ciò che davvero si potrebbe (e dovrebbe) fare è andare oltre. Magari facendo quello che Gianfranco Goria di afNews ha ricordato lanciando la notizia. Cioè "insediare un collaborativo e pacifico coordinamento nazionale dei saloni del fumetto italiani". Goria conserva ancora quel sito vecchio e un po' grezzo della Rete Nazionale Mostre e Saloni. Una volta ospitato dall'Anonima Fumetti e ora da lui conservato. Un omaggio alla memoria.

Nell'attesa che qualcuno si attivi di nuovo per mettere insieme tutte le realtà nazionali (evitando in questo modo i problemi così ben evidenti in quest'ultima diatriba tra Napoli e Lucca) stupisce quanta poca forza ci sia stata nella risposta arrivata attesissima in giornata dalla srl. D'accordo, quelli di Lucca Comics & Games promettono che l'anno prossimo evitaranno incroci pericolosi di programmazione. O almeno cercheranno di farlo. Ma poi s'incartano in giustificazioni poco plausibili sul debole collegamento tra fumetto e cinema d'animazione. Ma come? Solo ventiquattrore prima, durante la conferenza stampa di presentazione di Lucca Animation, tutti (amministratori e organizzatori) hanno ribadito l'importanza del legame tra Lucca e i fumetti. Attribuendo poi a Lucca Animation un ruolo determinante nella programmazione culturale di quella stessa città, la "capitale del fumetto". Hanno detto che il festival internazionale del cinema d'animazione andrà a colmare quel grande buco nero che aveva reso il salone dei fumetti tanto celebre in passato.

A volte comics, games e animation sono per Lucca una cosa sola. Altre volte (come in questo caso) "l’animazione d’autore, l’unica di cui Lucca Animation si occuperà, non ha nulla a che fare col fumetto". Vabbé, prendiamo atto. Basta decidersi. Forse sarebbe stato meglio giustificarsi dicendo semplicemente che una volta archiviate le elezioni, quello del 25 aprile era il primo ponte utile e disponibile per organizzare un evento di tale portata. E nessuno avrebbe avuto da ridire.

Articolo scritto per Lo Schermo.

Approfondimenti
L'accusa di Napoli COMICON
La risposta di Lucca Comics & Games

mercoledì 27 febbraio 2008

E' deciso: si vive!

Illustrazione di Marcello Jori
tratta dal volume
E' deciso: si muore!


E già online, scaricabile, il numero 48 di Exibart onpaper. Gli abbonati lo riceveranno in questi giorni. E dopo aver saltato l'uscita nel numero precedente (colpa mia, che come spesso capita brucio le scadenze arrivando lungo nella consegna) stavolta torna la rubrica sui fumetti con l'articolo E' deciso: si vive!.
Il titolo riprende quello del volume di Marcello Jori (E' deciso: si muore!) edito da Coconino. Barando però sul concetto dell'esistenza. Ciò che non spiego nel pezzo è che questa strana alternanza tra vita e morte è solo una citazione personale. Un riferimento esplicito alla dedica che lo stesso Jori mi ha fatto sulla prima pagina del libro che ho acquistato a novembre a Lucca Comics. Un disegno ad acquarello, colorato e fluido com'è nel suo stile. E una dedica, appunto. E' deciso: si vive!

Dedica di Marcello Jori
sul volume E' deciso: si muore!
"Siamo lontani. Lontanissimi da Le Vite del Vasari. Distanti anni luce da qualsiasi forma di critica d'arte conosciuta. In questo caso conta il linguaggio. Nuovo, inclassificabile, diretto. E a svilupparlo, seppur con esiti differenti, ci sono due artisti che non sono né biografi, né storici, né critici. Per nulla simili in esperienza e sensibilità, Marcello Jori e Gradimir Smudja sono due illustratori che hanno raccontato coi fumetti, ognuno a modo suo, quella strana competizione del "soffrire artistico". Il primo con una predicazione per Paul Gauguin. L'altro con un omaggio fiabesco a Van Gogh. Ma è solo l'inizio."
Dedica originale di Marcello Jori
sul volume E' deciso: si muore!

Per la versione online di in fumo è stata pubblicata oggi la presentazione di Irripetibili. Le grandi stagioni del grande fumetto, di Luca Boschi. Firma il pezzo I migliori anni del nostro fumetto l'amico Davide Calì.

martedì 26 febbraio 2008

"Lucca Animation": a primavera il festival internazionale del cinema di animazione. Retrospettive di Toccafondo e Max Massimino Garniér

Illustrazione di Gianluigi Toccafondo

L'evento è di quelli che merita attenzione. Circa 250 film, 75 proiezioni e un concorso per eleggere il miglior prodotto d'animazione degli ultimi dieci anni. Ben 50 le pellicole in gara mentre sono 25 i paesi rappresentati. A questo si aggiungono le retrospettive dedicate al geniale Gianluigi Toccafondo (autore del manifesto), alla creativa artista polacca Aleksandra Korejwo (che realizzerà la sigla del festival su musiche di Puccini), al rapporto tra animazione e musica, al cinema d'animazione estone e al produttore e regista Max Massimino Garniér, cui spetta un doveroso omaggio. Questo e molto altro è
Lucca Animation, il festival internazionale del cinema di animazione che si terrà a Lucca dal 22 al 26 aprile e che si sovrappone a Collezionando, mostra mercato per collezionisti in programma dal 25 al 27 aprile.

La primavera di Lucca sta per cominciare. E che primavera. Esposizioni, incontri, rassegne, proiezioni, mostre mercato. Tutto accade nell'anno in cui si celebra ovunque il centesimo anniversario del fumetto italiano. Ma Lucca, si sa, non è una città come le altre. Tutto ciò che riguarda il fumetto e il cinema di animazione qua assume contorni sfumati, a volte fiabeschi e altre volte drammatici. Tra polemiche, ripicche e fasi di vera esaltazione si alternano luci e ombre. Ma la storia del salone, lunga più di quarant'anni, non si può certo trascurare. E il fatto che oggi perfino le pubbliche amministrazioni (Comune in primis) abbiamo capito -almeno così pare- che investire sul fumetto significa investire sulla cultura con ovvi ritorni economici e d'immagine, beh, fa ben sperare per il futuro della manfestazione. Che finalmente supera i confini "novembrini" dentro i quali sembrava costretta suo malgrado. A partire da venerdì prossimo, infatti, prendereanno il via tutta una serie di eventi che se ben presentati (e pubblicizzati) davero riusciranno a trasformare Lucca nella capitale del fumetto e del cinema di animazione.

Mentre nei prossimi giorni saranno ufficializzate le date d'inaugurazione delle tante mostre in programma da marzo a dicembre al Museo del Fumetto e in altre sedi della città, oggi è stato presentato Lucca Animation, il festival internazionale del cinema di animazione organizzato dalla Lucca Comics & Games srl che si terrà a Lucca dal 22 al 27 aprile 2008. Più che di una novità si tratta di un gradito ritorno. O meglio di una grande innovazione costruita sull'esperienza di un recente passato.

In molti ricorderanno infatti che già nel 1966 Lucca è stata uno delle prime piazze a ospitare manifestazioni dedicata al cartooning. Nel corso del tempo sono state presentate molte anteprime nazionali. E se il cinema di animazione è stato parte integrante del salone fino alla metà degli anni ottanta, dopo complesse vicende ha cambiato forma, aspetto e sostanza diventando prima Lucca multimedia e poi scomparendo del tutto dalla programmazione. L'obiettivo, oggi, è di riprendere e consolidare quella tradizione. E lo si fa organizzando un festival di tutto rispetto che sembra destinato ad assumere un ruolo determinante nella programmazione internazionale. Proprio com'è il salone di novembre per appassionati, collezionisti, autori e case editrici.

Saranno giorni intensi, quelli tra i 22 e il 26 aprile. Cinque giorni ricchi di proiezioni, incontri, rassegne e mostre. Il tutto avverrà seguendo gli standard dei festival internazionali, necessari per accedere a finanziamenti europei di cui Lucca Animation avrà senz'altro bisogno. Almeno a partire dalla seconda edizione. Perché un seguito ci sarà. Questo è certo. Quindi vale la pena definire questa prima edizione sperimentale come "l'anno zero" del festival dell'animazione.

L'accento internazionale non deriva solo dai paremetri imposti (catalogo e sito bilingue e doppia proiezione di ogni film) bensì dai circa 25 paesi che saranno rappresentati. E ancor di più dal concorso che, come in ogni festival che si rispetti, attirerà su di sé l'attenzione di pubblico e critica. Quest'anno il concorso si chiamerà Premio dei Premi. Perché sarà a invito e non libero. E perché parteciperanno tutti quei film film che dal 2000 a oggi hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi a livello internazionale: dal vincitori del festival di Annecy a quello di Ottawa; dal premiato a Zagabria a quello di Hiroshima fino agli Oscar, i BAFTA e il Cartoon d’Or. Circa 50 le pellicole in concorso, di cui 31 cortometraggi e 19 lungometraggi.

Cinque giorni, dicevamo. Cinque giorni di buio in sala: 250 film per un totale di 75 proiezioni in due soli cinema di Lucca (molto probabilmente il Centrale e l'Astra).
Il prezzo del biglietto per una priezione sarà di 3 euro. Sicuramente si potrà scegliere anche l'opzione abbonamento. La formula è ancora in fase di studio. E' certo però che gli abbonati riceveranno in omaggio il catalogo del festival (tutti gli altri lo potranno acquistare a una cifra ancora da definire). In piazza Napoleone sarà invece allestito l'info point, mentre le sedi delle mostre collegate alle retrospettive sono ancora in fase di studio.

Ben quattro le retrospettive parallelle al concorso. La prima è dedicata a un giovane talento italiano, Gianluigi Toccafondo. Regista e pittore, Toccafondo è colui che tutti conosciamo per aver realizzato il logo e la sigla della Fandango e ancor di più il noto spot della sambuca Molinari. La sua tecnica, riconoscibile per quel tratto corposo e fluido con cui rielabora immagini riprese dal vivo, è stata messa al servizio del festival. Toccafondo ha infatti realizzato per Lucca due bozzetti, uno dei quali sarà utilizzato per la composizione grafica del manifesto ufficiale. Un incarico che ha accettato con piacere visto che proprio a Lucca Toccafondo ha vinto il suo primo premio con il corto La coda (un lavoro di due minuti frutto di una rielaborazione di immagini di Buster Keaton che nel 1990 gli portò nelle tasche ben 5 milioni di lire). Toccafondo, fra l'altro, è noto al pubblico dei fumettisti (e fumettari) per il volume A partire dalla coda, edito dalla Coconino Press per la collana Coconino Cahiers, in cui sono raccolte più di 300 immagini (144 pagine a colori, brossura con sovracoperta, 13 euro).

La seconda retrospettiva si apre nel segno della Polonia con l'articsta Aleksandra Korejwo, che per Lucca Animation realizzerà il clip di apertura utilizzano le arie di Giacomo Puccini. Ciò che la contraddistingue è la sua tecnica, così bizzara e straordinariamente d'effetto. Aleksandra anima infatti del sale colorato con una penna di condor riprendendo poi il movimento fotogramma per fotogramma.

La terza rassegna sarà sviluppata sul tema Animazione in musica. In programma la proiezione del primo Mickey Mouse sonoro realizzato dalla Disney negli anni '20. Oltre al famosissimo Topolino sul battello passeranno in carrellata i migliori film d’animazione musicali. Non è difficile immaginare che tra questi ci sarà anche il capolavoro di Bruno Bozzetto, Allegro non troppo (1976).

La quarta retrospettiva è dedicata all'Estonia, che ha ereditato la tradizione dell'animazione russa personalizzandola con ironia senza risparmiare accenti grotteschi e surreali. Una dote riconosciuta a livello internazionale.

Infine non poteva mancare un omaggio al produttore e regista Max Massimino-Garniér. I frequentatori del salone lo ricorderanno soprattutto perché a lui è stato intitolato l'ente che ha gestito la manifestazione per alcuni anni. Ma ciò che più conta è che Max Massimino-Garniér è stata una figura indispensabile per l'animazione italiana. Laureato in matematica, tra gli anni '60 e gli anni '80 ha realizzato caroselli memorabili. Da ricordare, fra i tanti personaggi, l'omino coi baffi testimonial della Bialetti creato insieme a Paul Campani.

L'aprile di Lucca non si esaurisce però con il festival del cinema di animazione. Dal 25 al 27 aprile, al piano terra dell'ex Real Collegio, si terrà infatti Collezionando, una piccola mostra mercato per i collezionisti di albi e tavole originali. Probabilmente non ci saranno i grandi editori. Ma non si tratta necessariamente di un male. Anzi, potrà essere l'occasione per dare spazio e visibilità alle proposte delle case editrici che durante la fera di novembre non possono godere della stessa attenzione.
Sempre nell'ex Real Collegio, però al primo piano, dal 25 aprile al primo giugno resterà aperta una mostra dedicata al 60 anni di Tex. L'esposizione, frutto della collaborazione tra Museo del Fumetto e Lucca Comics & Games srl, sarà presentata giovedì.

Articolo scritto per Lo Schermo. Cui si aggiungono questi commenti istituzionali:

Quest'anno il cinema d'animazione.
Ma il 2009 è l'anno dei games

LUCCA - Nasce così una nuova edizione dei Comics di primavera. L’iniziativa è stata presentata dal sindaco di Lucca Mauro Favilla insieme all’assessore alla cultura Letizia Bandoni, al presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, al presidente di Lucca Comics & Games Massimo Di Grazia e agli esperti del settore Giovanni Russo ed Emanuele Vietina. In primo piano il festival Lucca Animation. Ma con un occhio al futuro: il programma pluriennale prevede infatti che il prossimo anno si aggiunga un'altra iniziativa. Stavolta legata al mondo dei games. E alla fine c'è perfino un ringraziamento speciale a Rinaldo Traini.

[video balloons #1] Silvia Ziche



Silvia Ziche, disegnatrice Disney e non solo, intervistata il 27 ottobre 2005 mentre stava raggiungendo un nuovo record da Guinness con la striscia a fumetti più lunga del mondo. Tutto è accaduto a Lucca, in piazza Napoleone, durante la manifestazione Lucca Comics & Games. Insieme a lei c'erano altri 30 disegnatori del settimanale Topolino.
Questa è solo il primo video. Breve e un po' grezzo. Resta comunque il valore della testimonianza. Appena ne avrò l'occasione ne caricherò altri. A partire dalle video interviste di Giorgio Cavazzano, Massimo Semerano, Gipi, Altan e altri ancora.

venerdì 22 febbraio 2008

Miguel Ángel Martín, Brian Wood, Riccardo Burchielli, Manu Larcenet, Ralf König

Un'illustrazione di Ralf König

Redivivo. Sotto un fuoco incrociato di appuntamenti in agenda, riunioni, telefonate, mail inviate e ricevute, impegni disattesi e voglia di dedicarsi ad altro, bè, ho rischio di dimenticarmi anche di ciò che m'interessa. Nel tentativo di riavviare l'aggiornamento di queste pagine stimolo me stesso forzando il tempo che non è mai abbastanza. E segnalo, come avrei già dovuto e voluto fare, gli ultimi articoli pubblicati sulla rubrica in fumo di Exibart.

Un nuovo contributo alla rubrica arriva da Manuela De Leonardis, che a Roma ha incontrato e intervistato il provocatorio e controverso Miguel Ángel Martín. Era ancora gennaio. Il puntuale Teo Benedetti ha invece scritto di prima di Brian Wood e Riccardo Burchielli presentando DMZ #01, poi de Lo scontro quotidiano di Manu Larcenet. Infine non poteva mancare Davide Calì, che in Dura la vita degli eterosessuali ci parla di Ralf König e del suo Tutti lo vogliono.